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📍 #Firenze
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Firenze è in assoluto una delle citt

📷 @filippocompa.ph 📍 #Firenze ⠀ Firenze è in assoluto una delle città italiane più belle, amate e conosciute in tutto mondo grazie alla sua antica bellezza e alla sua importante storia. Oltre a monumenti famosissimi come il museo degli Uffizi, la Cattedrale di Santa Maria del Fiore o Ponte Vecchio – mete obbligate per chi visita Firenze per la prima volta – in città ci sono tanti piccoli scorci e luoghi nascosti, tutti da scoprire, come il tepidarium. In via Bolognese, vicino Ponte Rosso e all’interno del Giardino dell’Orticoltura, si trova la più grande serra d’Italia: il Tepidarium. Questo luogo, assolutamente magico, è un gioiello architettonico in puro stile Liberty costruito nel 1862 dal celebre architetto Giacomo Roster. Questa splendida serra apianta rettangolare, realizzata interamente in vetro, ghisa e ferro si estende per ben 38,50 metri di lunghezza con 17 di larghezza, con una altezza massima nella parte centrale di 14 metri. Gli oltre 650 metri quadrati di superficie totale sono sovrastati da una copertura a volta che ricorda la carena di una nave rovesciata. Il Tepidarium, pensato e realizzato appunto come serra “tiepida”, un edificio riscaldato dove conservare piante di ogni tipo, anche esotiche, è poco noto ai turisti ma vale senza dubbio una visita, soprattutto in primavera. Tutti gli anni, infatti, il 25 di Aprile il Giardino organizza la tradizionale mostra dei fiori all’interno della serra e, oltre alle numerose varietà di piante e fiori esposti, potrete ammirare uno spettacolo a dir poco unico: la nascita delle farfalle. ⠀ Approfondisci la conoscenza del territorio ammirando altre splendide foto come questa, seguendo le community di @ig_firenze & @ig_toscana_ Per entrare a far parte della nostra gallery utilizzate il nostro hashtag ufficiale e taggate le vostre foto. ⠀ 👍 Segui tutte le storie nella nostra pagina Facebook 📝 #ig_italia #italia #instagramitalia #ig_italia_borghiecitta #italy #firenze

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📍#Roma

#Buongiorno ragazzi, con la sua immensa mol

📷 @elhamhoxhalli #Roma #Buongiorno ragazzi, con la sua immensa mole il Colosseo è il più grande anfiteatro del mondo e il più voluminoso edificio di Roma antica giunto fino a noi: un luogo affascinante la cui sola vista ci riporta alla mente immagini e atmosfere di un passato leggendario. Fu fatto costruire dall'imperatore Vespasiano come dono per il suo popolo nei pressi dei Foro e per cinque secoli fece da sfondo a lotte tra animali, supplizi capitali e combattimenti fra gladiatori, per cui i Romani nutrivano un'autentica passione. Oggi fa parte del Patrimonio dell'Umanità Unesco e dal 2007 è una delle Sette Meraviglie del Mondo Moderno, oltre che il monumento più visitato in Italia con più di sei milioni di ingressi all'anno. Lungo 189 metri e largo 156, il Colosseo ha un perimetro di 527 metri e una capienza di circa 50 mila spettatori. Per portarlo a termine furono necessari solo cinque anni: dal 75 all'80 d.C. Ma il bello doveva ancora arrivare: dopo un'opera così, l'imperatore Tito decretò che i festeggiamenti per l'inaugurazione sarebbero durati ben 100 giorni. Originariamente il Colosseo si presentava ornato da statue, fregi e marmi. Dopo la caduta dell'Impero fu però abbandonato e utilizzato come riserva di materiali da costruzione. Edifici come la Basilica di San Pietro e Palazzo Barberini devono la propria esistenza proprio all'anfiteatro, che nel tempo perse quasi 2/3 degli elementi originari. Nel XIII secolo all'interno dell'Anfiteatro Flavio fu costruito un palazzo, la residenza della famiglia romana dei Frangipane. In seguito il monumento continuò a essere abitato, fino alla sua riscoperta come bene artistico nel XIX secolo. Durante il periodo fascista, invece, si fece strada un progetto alquanto bizzarro: trasformare l'Anfiteatro Flavio in un albergo di lusso. Ma i tempi erano definitivamente cambiati. 👍 Segui tutte le storie nella nostra pagina Facebook 📝 #ig_italia #italia #instagramitalia #ig_italia_borghiecitta #italy #goodmorning

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📍#Roma
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Tra tutte le curiosità turistiche su Roma

📷 @barbi.giangiu #Roma ⠀ Tra tutte le curiosità turistiche su Roma e le cose curiose d e a vedere nella capitale, a nostro parere questa che vi stiamo per raccontare occupa la prima posizione, stiamo parlando della Porta Magica di Roma in Villa Palombara all’Esquilino. La leggenda narra che un giovane medico ed alchimista milanese di nome Giuseppe Borri si unì al circolo della villa e, finanziato dal marchese, condusse diversi esperimenti per trovare la pietra filosofale che gli avrebbe permesso di trasformare la materia in oro. Ma quando l’Inquisizione papale si mise sulle sue tracce dovette partire improvvisamente lasciando un certo numero di pergamene con le complesse formule che nessuno era in grado di decifrare. Fu cosi che Massimiliano Palombara le fece incidere sulla porta d’accesso del suo laboratorio. Quando Roma divenne la Capitale d’Italia Villa Palombara fu demolita per i lavori di costruzione del nuovo rione Esquilino. L’unica parte che si salvò fu proprio il portale d’accesso del laboratorio, oggi conosciuto come Porta Magica di Piazza Vittorio. Si presenta come un piccolo portale murato contornato da uno stipite di pietra bianca dove si vedono ancora i simboli alchemici. La porta è affiancata da due bizzarre statue che rappresentano una divinità egizia chiamata Des, venerata a Roma durante l’età imperiale. Le statue, però, non facevano parte della collezione del marchese Palombara, ma furono aggiunte successivamente. ⠀ 👍 Segui tutte le storie nella nostra pagina Facebook 📝 #ig_italia #italia #instagramitalia #ig_italia_borghiecitta #italy #toscana

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📍 #Venezia
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Un venerdì in cui si è cominciata a respirar

📷 @neumarc 📍 #Venezia ⠀ Un venerdì in cui si è cominciata a respirare a pieni polmoni l'aria magica del Natale. Un inizio di fine settimana dai contorni festivi quello di piazza San Marco, con l'accensione delle luminarie e dell'albero di Natale in Piazzetta, oltre all'inagurazione dell'installazione luminosa "Art Light Flags" di Mario Arlati, che per il prossimo mese garantirà al campanile di San Marco un fascino del tutto particolare. Ad incorniciare l'evento, presentato dall'associazione Piazza San Marco e dalle famiglie Rey del Gran Caffè Lavena, sono state le voci dei Vocal Skyline, che hanno allietato i numerosi presenti. Le luminarie che decorano gli archi delle Procuratorie, così come quelle delle calli limitrofe e, dall’anno scorso, l’albero di Natale in Piazzetta San Marco, sono sponsorizzate dai soci dell'associazione, commercianti e individuali, in partnership con Blachère Illumination e Vela spa, perché la piazza e tutta l’area marciana diventino, durante le festività di Natale, un luogo ancora più unico. Le illuminazioni e creazioni decorative a Led sono state realizzate da Blachère Illumination, così come l'albero di piazzetta San Marco, struttura di design in alluminio e sfere, a ricordare le cupole della Basilica di San Marco, alta 12 metri, su una base d’oro a specchio. La torre del campanile di San Marco, invece, sarà illuminata dall’installazione luminosa Art Light Flags di Mario Arlati: bandiere colorate, pacchi natalizi e il Leone di San Marco conferiranno al campanile nuovo ritmo e luce, a simboleggiare il flusso affettuoso e variopinto degli ospiti che animano Venezia. ⠀ 👍 Segui tutte le storie nella nostra pagina Facebook 📝 #ig_italia #italia #instagramitalia #ig_italia_borghiecitta #italy

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📍 #Rapallo
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A vedere la lunga fila di yacht amma

📷 @giorgioluperini 📍 #Rapallo ⠀ A vedere la lunga fila di yacht ammaccati, quasi scaraventati direttamente sulla passerella del lungomare della città-bomboniera, viene in mente il famoso manifesto politico di Rifondazione comunista ai tempi del secondo governo Prodi, mandato alle stampe in occasione della finanziaria: c’era un panfilo in tranquilla navigazione e sopra la scritta, volutamente minacciosa, “anche i ricchi piangano”. Se stavolta hanno pianto davvero non si sa, ma i resti della furia che si è abbattuta su Rapallo (e Santa Margherita Ligure, e Portofino) il 29 e 30 ottobre scorsi sono ancora lì, visibili a tutti. «Questione di cause legali, assicurazioni, periti e perizie da fare, rimborsi. Prima di spostarli ci pensano dieci volte: quelli sono gioiellini che costano una vita di lavoro di una persona normale, sa?», racconta un negoziante a ridosso della recinzione. La natura, almeno quella, non guarda in faccia a nessuno. Oggi la passeggiata non si può più fare: fervono ancora i lavori per rimuovere le carcasse dei natanti e tutto ciò che il mare grosso ha riversato sulla terra ferma. La parte più difficile, cioè togliere i mezzi finiti a due passi dalla strada, è cominciata il 26 novembre scorso. Ma per Natale Rapallo dovrebbe riavere il suo lungomare nella piena disponibilità. Proprio in mezzo al piccolo golfo c’è un’imbarcazione affondata per metà; un altro piccolo veliero dentro il porto Carlo Riva è colato a picco, rimangono solo i due alberi che escono fuori dall’acqua a testimoniarne l’esistenza. E qui, anche se è passato più di un mese, non si parla e non si fotografa altro; un passante guarda i concittadini con lo smartphone in mano e mugugna che no, «io non li capisco proprio, ma cosa c’è da fare le foto, a me sembra una cosa macabra, senza senso». Nel frattempo una imponente gru alta 60 metri si è messa all’opera praticamente da subito, sotto la supervisione costante degli uomini della Capitaneria di porto, per le operazione di rimozione delle imbarcazioni. ⠀ Ah dimenticavo, la foto che vedete è dello scorso anno. ⠀ 👍 Segui tutte le storie nella nostra pagina Facebook 📝 #ig_italia #italia #instagramitalia #ig_italia_borghiecitta

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📍 #Roma
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Via del Pellegrino era denominata, in origine,

📷 @_fedrika 📍 #Roma ⠀ Via del Pellegrino era denominata, in origine, "via Florea" (come menzionato sulla lapide in latino situata in via dei Balestrari) e poi "via degli Orefici", per le botteghe di orafi che vi si trovavano. Prese il nome attuale da una osteria chiamata "del Pellegrino", in quanto la via, essendo sulla direttrice per S.Pietro venendo da Campo de' Fiori, era percorsa continuamente da pellegrini: qualcuno sostiene che abbia preso il nome direttamente dai pellegrini che la percorrevano, ma, se così fosse, Roma dovrebbe avere centinaia di strade così denominate. Soltanto nel 1939 la via fu liberata da botteghe e casette fatiscenti, nonostante il Consigliere Filippo Pacelli (padre del futuro papa Pio XII) avesse fatto presente già nel 1887 la necessità e l'opportunità dell'opera, per gravi motivi di igiene e di sicurezza pubblica. L’Arco degli Acetari si trova su questa via e funge da cavalcavia tra i due palazzi adiacenti e che ha dato adito a varie interpretazioni riguardo al toponimo. C'è chi sostiene che il nome Acetari derivi da un'antica famiglia che qui risiedeva, oppure dall'Università degli Acetari che aveva in zona la propria sede: la tesi più verosimile crediamo sia quella che il nome dell'arco derivi, per contrazione, dal termine "Acquacetosari", in seguito chiamati anche "Acetosari", ossia dai rivenditori di Acqua Acetosa che qui dovevano avere i loro depositi, vista anche la vicinanza con il mercato di Campo de' Fiori. L'Acqua Acetosa, dal 1959 chiusa per problemi di inquinamento della vena acquifera, era così chiamata per il sapore di aceto che trasmetteva ed era ritenuta salubre e curativa per "i reni, la milza, il fegato e per mille altri mali", come riporta un'antica iscrizione del 1613 apposta sulla fonte: proprio in merito a questa virtù nacque il mestiere di "acquacetosaro", il quale, servendosi di somarelli o carrettini, trasportava l'acqua all'interno di fiaschi impagliati o damigiane chiuse da tappi di fili di paglia fin nelle case della città. Entrando trovate il piccolo e famoso cortile con case rustiche color ocra e alberi di vite. ⠀ 👍 Segui tutte le storie nella nostra pagina Facebook 📝 #ig_italia #italy

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📍#Venezia
Ogni città ha la sua storia e le sue tradi

📷 @agusleohalim #Venezia Ogni città ha la sua storia e le sue tradizioni. Ma anche le sue curiosità, a volte note a volte meno note. Anche Venezia ha le sue. Eccone di seguito alcune. Iniziamo dal campanile di San Marco chiamato affettuosamente dai veneziani “el paròn de casa”, il campanile nacque con una funzione di torre di avvistamento e di faro. Solo più tardi fu posta in cima la statua dorata dell’arcangelo Gabriele. Il campanile durante i secoli fu più volte colpito dai fulmini e dai terremoti, ma nel 1902 crollò improvvisamente su se stesso senza causare vittime. Leggenda narra che la statua intatta dell’angelo finì sui gradini della porta centrale della basilica di San Marco senza provocare danni. 2) Calletta Varisco è la calle più stretta della città: è larga solamente 53 centimetri 3) La Basilica di San Marco, fino al 1807, non fungeva da cattedrale. Si trattava della cappella personale dei Dogi. 4) A Venezia nacqua la prima casa da gioco pubblica del mondo, per limitare il gioco d'azzardo e dare una morale agli usi dei nobili veneziani 5) I soldi, in veneziano, vengono chiamati schei. Il termine dervia da una moneta che circolava durante la dominazione asburgica della laguna, su cui era incisa la scritta "Scheidenmunze". 6) Elena Lucrezia Cornaro Psicopia fu la prima donna a laurearsi al mondo. Veneziana, si laureò in Teologia all'università di Padova 7) I leoni che si trovano all'entrata dell'Arsenale provengono da località differenti. Il più grande venne rubato dal porto di Pireo di Atene 8) Ciao, il comune modo di salutarsi, è entrato a far parte della lingua italiana solo all'inizio del '900. Deriva dal veneziano sciavo, ovvero "schiavo" 9) Il ponte del Diavolo è così chiamato perché i suoi gradini erano molto ripidi, e non era raro che i passanti ci inciampassero ⠀ Approfondisci la conoscenza del territorio ammirando altre splendide foto come questa, seguendo le community @igvenezia & @igveneto_ Per entrare a far parte della nostra gallery utilizzate il nostro hashtag ufficiale e taggate le vostre foto. ⠀ 📝 #ig_italia #italia #instagramitalia #ig_italia_borghiecitta #italy #venezia

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📍#Roma

Castel Sant'Angelo fu iniziato a costruire dall'

📷 @gabrylux #Roma Castel Sant'Angelo fu iniziato a costruire dall'imperatore Adriano nel 125 quale suo mausoleo funebre, ispirandosi all'ormai completo mausoleo di Augusto, fu ultimato da Antonino Pio nel 139. Venne costruito di fronte al Campo Marzio, al quale fu unito da un ponte appositamente costruito, il Ponte Elio. Il mausoleo era composto da una base cubica, rivestita in marmo lunense, avente un fregiodecorativo a teste di buoi (Bucrani) e lesene angolari. Nel fregio prospiciente il fiume si leggevano i nomi degli imperatori sepolti all'interno. Sempre su questo lato si presentava l'arco d'ingresso intitolato ad Adriano; il dromos(passaggio d'accesso) era interamente rivestito di marmo giallo antico. ⠀ Approfondisci la conoscenza del territorio ammirando altre splendide foto come questa, seguendo le community di @ig_rome & @ig_lazio_ Per entrare a far parte della nostra gallery utilizzate il nostro hashtag ufficiale e taggate le vostre foto. ⠀ 👍 Segui tutte le storie nella nostra pagina Facebook 📝 #ig_italia #italia #instagramitalia #ig_italia_borghiecitta #italy #roma

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📍#Padova
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E’ difficile rimanere indifferenti di front

📷 @stefyx1972 #Padova ⠀ E’ difficile rimanere indifferenti di fronte alle sue figure, di fronte alle sue visioni dai tratti eleganti e delicati ⠀ "Chi ama non dorme...". E' il titolo dell'ultimo regalo fatto da Kenny Random (nome d'arte di Andrea Coppo) alla sua città, Padova. Si tratta un bacio rubato dietro l'angolo (via Daniele Manin), di cui solo un uccellino e un gattino sono testimoni, mentre il cappello della ragazza e i petali di rosa vengono portati via dal vento. Come in ognuna delle sue opere, di cui Padova è disseminata, anche questa trasuda poesia, magia, malinconia, romanticismo. E' difficile rimanere indifferenti di fronte alle sue figure, di fronte alle sue visioni dai tratti eleganti e delicati. E c'è chi, nel corso degli anni, è riuscito a portarsi a casa alcune copie delle sue opere, lasciate dall'artista in giro per la città in vere e proprie cacce al tesoro indette attraverso la sua pagina Facebook. Non tutti apprezzano i suoi graffiti, che qualcuno ha perfino vandalizzato, ma la maggior parte dei turisti e dei cittadini dimostra sui social di voler bene allo street artist sognatore. In molti confermano di amare le sue sagome garbate, di restare incantati di fronte alle pareti trasformate in tela, di emozionarsi quando - passeggiando per le vie del centro storico e dell'area industriale - si ritrovano a fantasticare di fronte ad un nuovo murales. ⠀ 👍 Segui tutte le storie nella nostra pagina Facebook 📝 #ig_italia #italia #ig_italia_borghiecitta #italy #kennyrandom

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📍 #MadonnaDellaCorona
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#Buongiorno ragazzi, costruito

📷 @chrispoops 📍 #MadonnaDellaCorona#Buongiorno ragazzi, costruito su una scogliera verticale sul Monte Baldo, il Santuario della Madonna della Corona, che si trova sul confine fra Caprino Veronese e Ferrara di Monte Baldo in provincia di Verona, si raggiunge attraverso un sentiero panoramico. Originariamente il sito ospitava un eremo, la chiesa attuale fu costruita nel 1530 diventando santuario solo nel 1625, quando i cavalieri di Malta fecero riedificare la chiesa. La sua relativa inaccessibilità ha conservato il sito che è giunto quasi intatto fino al ventesimo secolo.  L'interno del santuario ospita la Scala Santa, una riproduzione della scala che si trova a Roma vicino alla basilica di San Giovanni in Laterano. Il santuario si raggiunge attraversando un percorso scenico, conosciuto come il Sentiero della Speranza che attraversa un bosco e giunge fino alla scalinata che porta alla chiesa. Se prima era esclusivamente meta di devoti e religiosi, oggi la strada è percorsa anche dagli amanti del trekking e delle passeggiate. Il sentiero è lungo circa 2,5 km e può essere percorso in 2 ore circa di cammino. ⠀ 👍 Segui tutte le storie nella nostra pagina Facebook 📝 #ig_italia #italia #instagramitalia #ig_italia_borghiecitta #italy #goodmorning

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📍 #Milano
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Sara Shakeel, pakistana e laureata in odo

📷 @sarashakeel 📍 #Milano ⠀ Sara Shakeel, pakistana e laureata in odontoiatria, ha conquistato il mondo virtuale con le sue creazioni luccicanti dove intriganti collage digitali vengono brillantemente illuminati da glitter fosforescenti, cristalli, brillantini, farfalle e arcobaleni luminescenti. Da  Islamabad, dove vive e crea, diffonde la sua arte in cui la luce riflessa da prismi di cristalli si propaga in tutte le immagini di mondi virtuali e surreali. Sara ci conduce in percorsi luccicanti reinventando e celebrando immagini, ritratti, miti e icone dell’oggi e del passato. Da  Islamabad, dove vive e crea, diffonde la sua arte in cui la luce riflessa da prismi di cristalli si propaga in tutte le immagini di mondi virtuali e surreali. Sara ci conduce in percorsi luccicanti reinventando e celebrando immagini, ritratti, miti e icone dell’oggi e del passato. Bagliori e texture cangianti irradiano volti, architetture, fiori, animali, oggetti e lacrime in un turbinio di frammenti iridescenti come visioni di un’arte postmoderna, innovativa, senza canoni prefissati ma creativamente splendente. Visioni astratte luccicanti di dettagli di vita reale. ⠀ 👍 Segui tutte le storie nella nostra pagina Facebook 📝 #ig_italia #italia #instagramitalia #ig_italia_borghiecitta #italy

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📍 #Firenze
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Pur pronunciando correttamente la par

📷 @salvatorecosta 📍 #Firenze ⠀ Pur pronunciando correttamente la parola Trinità, riferita alla triplice essenza divina, i fiorentini sono soliti spostare l’accento sulla prima “i”. Deformazione linguistica o reminiscenza latina? Chi lo sa, sta di fatto che questo modo di nominare il ponte e l’omonima chiesa sopravvivono ancora. Un altro interrogativo che come una spada di Damocle pende su Ponte Santa Trinita è se l’opera sia attribuibile a Michelangelo o all’Ammannati che, nelle curvature della struttura, avrebbe adottato la “curva catenaria” di concezione michelangiolesca (che ritrovi nelle Cappelle Medicee). È stata forse questa la causa principale dell’errata attribuzione. Alcuni comunque dicono che il progetto sia di Michelangelo e che della costruzione se ne sia occupato l’Ammannati. Su una cosa però si può stare certi: Ponte Santa Trinita è di una bellezza disarmante. Uno dei motivi del suo fascino deriva dai piloni che non sono ad eguale distanza tra di loro. Come se l’Ammannati, nel collocarli nei punti migliori, avesse studiato le correnti del fiume. Non solo: a regalare austerità ed eleganza al ponte, ci pensano le 4 statue allegoriche agli angoli che simboleggiano le stagioni. l ponte che oggi ammiriamo, tuttavia, non è quello originale che fu distrutto nel corso dell’ultimo conflitto mondiale dopo essere crollato già più volte. Ponte Santa Trinita ricostruito (e inaugurato nel marzo del 1958) risulta però identico all’originale grazie anche all’azione minuziosa del Comune di Firenze che, all’epoca, fece analizzare i dettagli della struttura per consentire una riproduzione che fosse il più fedele possibile a quello dell’Ammannati (o di Michelangelo?). ⠀ 👍 Segui tutte le storie nella nostra pagina Facebook 📝 #ig_italia #italia #instagramitalia #ig_italia_borghiecitta #italy

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