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ITALIA 🇮🇹 ig_italia ig_italia Posts

@oliahercules #scopello#Buongiorno ragazzi, inizialmente costruita nel XIII secolo, la Tonnara di Scopello,è stata ampliata e modificata più volte nel corso della storia, prima dalla famiglia San Clemente, poi dalla Compagnia di Gesù e per finire dalla famiglia Florio. Sopra la Tonnara potrete ammirare due torri: una risalente al 1200, di cui oggi restano pochi ruderi e l’altra risalente al 1400, opera dell’ingegnere fiorentino Camilliani che non fa parte del comprensorio della Tonnara. In un primo tempo il nucleo della Tonnara era costituito dalla fabbrica addossata alla roccia e dalla torre voluta per l’avvistamento del nemico a difesa di Scopello e della Tonnara stessa. Nel 1468 la famiglia aristocratica Trapanese di San Clemente ne ottenne la concessione ed iniziarono così i primi lavori di ampliamento. La tonnara venne ingrandita portandola alle sembianze che ha tutt’oggi, inoltre sono sempre dovute ai San Clemente le edificazioni del baglio, oltre che la casa del custode della tonnara, i magazzini e la falegnameria, la loggia dove venivano appesi i tonni per le varie fasi della lavorazione della carne, il forno del custode e lo scagno, ossia il locale dove veniva pagata la ciurma. Alla gestione della famiglia San Clemente seguì quella dei Gesuiti. In questi anni vennero apportate ulteriori modifiche e migliorie. I Gesuiti infatti, ampliarono e trasformarono sia l’area di ricovero delle barche, sia l’alloggio dei pescatori e venne inoltre costruita una piccola chiesetta. Alla gestione della Compagnia di Gesù, seguì quella della famiglia Florio. Ignazio Florio acquistò nel 1874 due ottavi della tonnara. Si devono a lui moltissimi ammodernamenti oltre che la sopraelevata di uno dei corpi del baglio per destinare i nuovi locali adibiti all’amministrazione ⠀ 👍 Segui tutte le storie nella nostra pagina Facebook 📝 #ig_italia #italia

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@siller.immo #Vipeteno ⠀ La città alpina di Vipiteno incanta i suoi visitatori con un fascino unico. Godetevi la vostra vacanza in Alto Adige in ogni stagione. In estate o in inverno, c'è sempre qualcosa da fare: eventi tradizionali, splendide passeggiate, diverse piste, divertenti discese in slittino - la città alpina ha qualcosa da offrire a tutti! Case colorate, vie dello shopping, pittoresche piazze medievali e un paesaggio di montagna che sembra a portata di mano: non per niente Vipiteno é uno dei centri storici più belli d'Italia e una perla dell'Alto Adige. I più sportivi potranno godere della montagna del tempo libero di Monte Cavallo, a pochi passi dal centro; del campo da golf, della pista di pattinaggio, dei percorsi in mountainbike e di molto altro. Gli sportivi piú avventurosi potranno trovare un parco alta fune, le Mountaincarts e molto altro ancora. Gli amanti della cultura e dell'arte potranno ammirare chiese gotiche, venerabili musei e castelli medievali. E non dimenticate: siamo raggiungibili in ogni stagione senza pericolo di valanghe e comodamente con tutti i mezzi pubblici. In Val di Vizze sperimentate il fascino puro delle Alpi. Da qui si sale verso il Gran Pilastro a 3510 m, il punto più alto della Valle Isarco. ⠀ 👍 Segui tutte le storie nella nostra pagina Facebook 📝 #ig_italia #italia

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📷 @antoniobarto21 #Roma ⠀ Tra tutte le curiosità turistiche su Roma e le cose curiose da vedere nella capitale, a nostro parere questa che vi stiamo per raccontare occupa la prima posizione, stiamo parlando della Porta Magica di Roma in Villa Palombara all’Esquilino. La leggenda narra che un giovane medico ed alchimista milanese di nome Giuseppe Borri si unì al circolo della villa e, finanziato dal marchese, condusse diversi esperimenti per trovare la pietra filosofale che gli avrebbe permesso di trasformare la materia in oro. Ma quando l’Inquisizione papale si mise sulle sue tracce dovette partire improvvisamente lasciando un certo numero di pergamene con le complesse formule che nessuno era in grado di decifrare. Fu cosi che Massimiliano Palombara le fece incidere sulla porta d’accesso del suo laboratorio. Quando Roma divenne la Capitale d’Italia Villa Palombara fu demolita per i lavori di costruzione del nuovo rione Esquilino. L’unica parte che si salvò fu proprio il portale d’accesso del laboratorio, oggi conosciuto come Porta Magica di Piazza Vittorio. Si presenta come un piccolo portale murato contornato da uno stipite di pietra bianca dove si vedono ancora i simboli alchemici. La porta è affiancata da due bizzarre statue che rappresentano una divinità egizia chiamata Des, venerata a Roma durante l’età imperiale. Le statue, però, non facevano parte della collezione del marchese Palombara, ma furono aggiunte successivamente. ⠀ 👍 Segui tutte le storie nella nostra pagina Facebook 📝 #ig_italia #italia #instagramitalia #ig_italia_borghiecitta #italy

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@travelettes #Bressanone ⠀ Il comune cittadino di Bressanone si trova nel cuore dell’Alto Adige, immerso nella larga conca brissinese. Il comune non comprende solo la città vescovile, ma anche le località che si adagiano sui pendii del Monte Ponente, nonché S. Andrea sulle pendici della Plose e le località di Albes, Elvas, Millan, Eores e Sarnes. Circondato da vigneti e frutteti che crescono grazie al clima mite della Valle Isarco, Bressanone da un lato offre una vasta gamma di offerte culturali, dall’altro invece varie possibilità per staccarsi dalla vita cittadina, rilassandosi nei suggestivi paesini dei dintorni, oppure nell’area escursionistica della Plose, la montagna di casa brissinese. Passeggiare attraverso i castagneti sui soleggiati pendii del Monte Ponente con una sosta in un tipico locale Buschenschank, un drink nel centro città in occasione delle “emozioni d’estate”, un pomeriggio di shopping, una gita invernale sulla Plose oppure una visita al suggestivo Mercatino di Natale all’ombra del Duomo, la città vescovile e le località nei dintorni offrono manifestazioni ed attività per ogni gusto ed ogni stagione. ⠀ 👍 Segui tutte le storie nella nostra pagina Facebook 📝 #ig_italia #italia

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📷 @gmarcod_ph 📍 #Varenna ⠀ Varenna è una meta imperdibile per chi si appresta a visitare il lago di Como: un piccolo borgo, lambito dalle acque del lago, abbracciato dalle montagne, dominato dai resti di un castello medievale, ricco di storia e immerso nella natura. Un borgo che ha tanto da offrire a chi lo visita, amato da chi vive vicino ma apprezzato e rinomato da chi sceglie il lago di Como come meta per le sue vacanze. Varenna si trova sulla sponda lecchese del lago di Como e dista meno di mezz’ora dalla città di Lecco. Questo borgo è facilmente raggiungibile sia via terra che via lago e si presta come una perfetta gita in giornata in Lombardia. Varenna è un borgo piccolo, a misura di bambini: una volta abbandonata la macchina nel parcheggio, può essere percorso comodamente a piedi e in sicurezza in quanto quasi tutte le zone turistiche sono pedonalizzate. In una giornata è possibile godersi con tranquillità il suo centro storico e visitare il suo castello Medievale, il Castello di Vezio (che si trova più precisamente nel comune di Perledo), imperdibile se si viaggia con i bambini. Conviene iniziare la visita dal centro storico e lasciare il Castello al pomeriggio, in modo da poter partecipare agli spettacoli di falconeria che qui vengono organizzati solitamente al pomeriggio. L’itinerario che segue comincia dal punto di imbarco dei traghetti di Varenna, posto oltretutto vicino anche alla stazione e quindi probabile punto di partenza di chi visita questa città. Ovviamente l’itinerario può essere percorso in senso inverso, qualora si arrivi in macchina e si decida di parcheggiare nel grosso parcheggio posto all’estremità opposta del borgo, nei pressi di Villa Monastero. ⠀ 👍 Segui tutte le storie nella nostra pagina Facebook 📝 #ig_italia #italia #ig_italia_borghiecitta #italy

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@stefania.berlanda #Dolomiti#Buongiorno ragazzi, è la tipica cartolina del Trentino, con le cime delle Pale di San Martino che ti abbagliano nella loro immensa bellezza. Raggiungere Baita Segantini è una meraviglia anche d’inverno, soprattutto durante la settimana, giornate in cui si trovano poche persone ed il contatto con la natura è incredibile. Ma se potete andarci solo nel weekend, fatelo tranquillamente: lo scenario è unico al mondo! Ecco tutte le info per chi vuole ripetere al più presto la nostra splendida esperienza. Si parcheggia la macchina a Passo Rolle (un’ora e mezza da Trento, via Predazzo; una ventina di minuti da San Martino di Castrozza), nel piazzale sul tornante posizionato sotto la caserma della Guardia di Finanza. Per intenderci, l’ultimo parcheggio disponibile prima di proseguire verso San Martino di Castrozza). Attraversate la strada e prendete il tapis roulant che sale verso le piste da sci… un’ottima maniera per evitare la fatica del primo tratto di salita! Il percorso, sempre battuto d’inverno con il gatto delle nevi grazie ai proprietari di Capanna Cervino, è ben indicato e sale tranquillamente per una quarantina di minuti su una bella serpentina. Assolutamente consigliato portare con sé il bob per la discesa! Lo scenario attorno è splendido. Per arrivare a #BaitaSegantini (aperta solo il sabato e la domenica, e solo con il bel tempo) dovete proseguire ancora per una ventina di minuti. La strada è sempre battuta e sale ancora di un centinaio di metri di dislivello: assolutamente fattibile per tutti. Vi consigliamo di portare con voi qualcosa da mangiare, piuttosto che prendere qualcosa lì, oppure tornare a Passo Rolle, dove #MalgaRolle è sempre una garanzia. ⠀ 👍 Segui tutte le storie nella nostra pagina Facebook 📝 #ig_italia #italia

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@vinkweb #MartinaFranca ⠀ Martina si illumina è il nome del cartellone di eventi natalizi che anima Martina Franca, in provincia di Taranto, dall'1 dicembre 2019 al 6 gennaio 2020. Gli appuntamenti in paese sono iniziati il'1 dicembre con l'accensione dell'albero di Natale e delle luminarie. Si prosegue nei fine settimana successivi con i concerti e gli spettacoli, ma anche con iniziative di vario genere. I mercatini di Natale, pur non nella classica veste, quest'anno si svolgono sotto forma della Festa del Cioccolato (6-7-8 dicembre dalle ore 19, Piazza XX Settembre), ma tra i tanti appuntamenti in programma segnaliamo le Voci bianche per la città (sabato 14 e domenica15 dicembre dalle ore 17 in Piazza XX Settembre), S-Confin-Arti (domenica 15 dicembre, ore 18, Villa Carmine), artisti di strada (sabato 21 dicembre), Magic Martina (domenica 22 dicembre), la Notte bianca dei bambini (lunedì 23 dicembre dalle ore 18), e la SpeleoBefana (lunedì 6 gennaio, ore 20 Piazza Plebiscito). Per tutto il periodo natalizio ci saranno inoltre 20 installazioni luminose, la mostra di Andy Warhol e il Festival della Letteratura a Fumetti a Palazzo Ducale, mentre per i bambini l'appuntamento più atteso è quello alla Casa di Babbo Natale a Villa Garibaldi, dove l'omone vestito di rosso accoglierà tutti gratuitamente nella casa dove vive e lavora assieme ai suoi aiutanti. I bambini potranno incontrare Babbo Natale in persona nella sua casetta, consegnargli direttamente le letterine e fare la foto di rito. Non in cartellone, ma ugualmente interessante per una vista, segnaliamo il Presepe Vivente Medievale presso il Convento dei Cappouccini (Villaggio del Fanciullo, 14-15 dicembre 2019 dalle 17 alle 22), alle porte di Martina Franca. ⠀ 👍 Segui tutte le storie nella nostra pagina Facebook 📝 #ig_italia #italia

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@vittoriabellettato #Ferrara ⠀ Ferrara è una tappa imperdibile per tutti coloro che amano l'arte, la cultura, la natura e la buona cucina. Prima città moderna e tra le signorie più importanti e culturalmente fondanti del rinascimento italiano, Ferrara fu una delle capitali europee della cultura, dell’arte, della politica, della gastronomia, nonché punto di riferimento per artisti, poeti e cantori. La dinastia estense, grande famiglia di mecenati eccentrici e colti, fu capace di trasformare in tre secoli un centro rurale in un capolavoro del rinascimento dichiarato Patrimonio dell’Umanità. Sotto il dominio degli Este, infatti, Ferrara conobbe i suoi secoli di maggiore fioritura, ospitando le più importanti personalità dell’epoca in campo artistico e letterario e rivestendo un ruolo di primissimo piano in molti campi. Imponente nella sua mole trecentesca, simbolo di potenza ed equilibrio di una delle più importanti ed illuminate signorie europee, il Castello Estense si eleva a rappresentante della città di Ferrara nel mondo. Le sue imponenti mura conobbero le vicende, le gesta, gli intrecci amorosi ed i capricci di innumerevoli personaggi che segnarono la storia estense, una storia che ancora oggi aleggia nelle ricche stanze di un monumento che ha vissuto una doppia vita: dapprima maniero inespugnabile e successivamente splendido ed invidiabile palazzo di corte. ⠀ 👍 Segui tutte le storie nella nostra pagina Facebook 📝 #ig_italia #italia

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@enne_ellebi #Torbolesulgarda ⠀ Alle pendici del Monte Baldo sorge un paesino che, da lontano, è come una grande e colorata cartolina: Torbole sul Garda. La sua caratteristica principale è il vento che qui soffia forte rendendo questa località paradiso indiscusso degli sport velici e in particolare del windsurf. Paesino di pescatori e barcaioli, è divenuto negli anni centro nevralgico di regate e manifestazioni internazionali dedicate a questi sport. Torbole sul Garda, è per qualsiasi vacanziero un sogno: spiagge libere e attrezzate, piste ciclabili che collegano perfettamente il suo centro con gli altri paesi del Lago di Garda, percorsi trekking (fra tutti quello delle Busatte-Tempesta) che inerpicandosi verso l’altro offrono panorami da fotografare e da portare nel cuore a lungo. Il porticciolo è l’angolo più pittoresco di Torbole, con la Vecchia Dogana e Casa Beust. Qui i colori si accendono virando verso un rosso fiammante che, in contrasto con il blu del lago, creano una cromia fortemente suggestiva. Torbole affascinò i più grandi della letteratura e della poesia, fra tutti Goethe, che descrisse i suoi venti come una meraviglia della natura e uno spettacolo incantevole. I racconti entusiastici di Goethe spinsero numerosi giovani pittori e poeti impegnati nel Grand Tour a visitare Torbole sul Garda trasformando questa località in una meta imperdibile per le menti più brillanti dell’epoca. ⠀ 👍 Segui tutte le storie nella nostra pagina Facebook 📝 #ig_italia #italia

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📷 @cecchigiammi 📍 #Bologna ⠀ Bologna non è una città particolarmente grande e il suo centro storico è piuttosto raccolto: questo permette, anche a un turista che va piuttosto di fretta di scoprire, oltre alle cose essenziali, anche alcune curiosità. Trattasi di piccoli particolari sulle facciate delle case piuttosto che di scritte dal significato un po’ ambiguo: tutte curiosità che hanno una storia (o una leggenda) da raccontare e che rendono la città ancora più affascinante. Alcune curiosità su Bologna sono ormai arcinote e sulla bocca di tutti (non se ne può più di sentir parlare della finestrella di via Piella!). Altre, invece, sembrano essere… solo sulla bocca di alcuni. Il telefono senza fili. Anche se ai giorni nostri di telefoni senza fili se ne vedono fin troppi in circolazione, quello di Bologna è decisamente più originale, anche se non è proprio di ultima generazione. Si trova nella volta tra il palazzo del Podestà e palazzo di Re Enzo: sussurrando qualcosa ad un angolo, si sentirà dalla parte opposta. Questo effetto acustico, che fa sempre divertire un sacco, si trova anche altrove. Ad esempio a Milano nella loggia dei Mercanti o a New York nella Whispering Gallery della Grand Central Station. Il vaso rotto in cima alla Torre degli Asinelli. Il vaso rotto c’è ma non si vede, bisogna andare sulla fiducia. Quindi, se decidete di percorrere i 498 gradini per arrivare fino in cima alla torre, fatelo solo per il fantastico panorama, e non per fotografare un vaso rotto. In qualsiasi caso il vaso rotto sta a rappresentare la capacità di Bologna di risolvere conflitti. I versi di Dante sulla torre Garisenda. La torre Garisenda è citata più volte nei versi dell’Inferno dantesco. Ed è proprio un verso di Dante, che descrive l’illusione ottica della torre che sembra stia per cadere, a trovarsi in un’iscrizione poco sopra la base della torre. ⠀ 👍 Segui tutte le storie nella nostra pagina Facebook 📝 #ig_italia #italia #instagramitalia #ig_italia_borghiecitta #italy

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📷 @@curly.beard 📍 #Limonesulgarda ⠀ Il nome di Limone sul Garda evoca atmosfere mediterranee: fa pensare allo specchio d'acqua più bello dello stivale, il Lago di Garda, ma anche alle numerose limonaie che costellano il paese e lo fanno brillare di pepite gialle. Eppure, inaspettatamente, questa cittadina della Lombardia sulle rive nord-occidentali del Benaco (provincia di Brescia) non prende il nome dal profumatissimo agrume, ma dalla sua posizione geografica. Limone deriva dal latino "limen", ovvero "confine", ed effettivamente fino agli anni Trenta del secolo scorso il paese era in una terra di confine tra il noto e l'ignoto. A Limone sul Garda si arrivava solo attraversando il lago o compiendo un arduo percorso tra i monti, tanto che il tempo pareva essere fermo a qualche decennio prima: l'economia era semplice ed essenziale, basata sulla produzione di olive e limoni e sulla pesca d'acqua dolce. Eppure gli ospiti illustri non erano mancati nei secoli precedenti. E' il caso di Goethe, che alla fine del Settecento compì il tradizionale viaggio in Italia - quasi d'obbligo per gli artisti e gli intellettuali dell'epoca - e ne rimase profondamente colpito. Nel suo resoconto si legge di giardini lussureggianti e coltivazioni a terrazze lungo i fianchi dei monti, ma soprattutto compaiono le descrizioni delle caratteristiche limonaie, fatte di pilastri bianchi e di pertiche che dovevano proteggere le piante nella stagione fredda. ⠀ 👍 Segui tutte le storie nella nostra pagina Facebook 📝 #ig_italia #italia #ig_italia_borghiecitta #italy

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@giona_tad #FontiDelClitunno#Buongiorno ragazzi, le Fonti del Clitunno si trovano lungo la via Flaminia, fra Spoleto e Foligno, nel comune di Campello sul Clitunno. Si tratta di un parco naturalistico recintato, abitato da cigni, anatre e altri animali acquatici, che si estende su circa 10.000 metri quadrati e che custodisce le sorgenti del fiume Clitunno. Le acque sorgive sotterranee, che fuoriescono da fenditure rocciose, alimentano un placido laghetto. I riverberi del sole sull’acqua, i colori della vegetazione lacustre che cresce sul fondo e l’acqua che sgorga dalle polle sorgive rendono lo specchio d’acqua una vera e propria tavolozza di colori. L’acqua, a tratti trasparente, a tratti più corposa, assume una varietà entusiasmante di sfumature di colori, che vanno dal turchese al verde smeraldo, dal giallo all’azzurro. Nell’acqua del lago vivono numerose specie vegetali e animali: fanerogame, code di cavallo acquatiche, mestolacce, brosche increspate, nontiscordardimè delle paludi e nasturzi acquatici offrono una tranquilla e confortevole dimora a carpe, tinche, trote e altri pesci di acqua dolce. Tutt’intorno al lago, un labirinto di rigagnoli, cascatelle, ponti e sentieri, e una vegetazione lussureggiante che cambia aspetto a seconda delle stagioni. I salici piangenti appoggiano i loro rami sulle rive del lago mentre i pioppi cipressini si specchiano, con le loro affusolate ed eleganti silhouette, sulla superficie dell’acqua. ⠀ 👍 Segui tutte le storie nella nostra pagina Facebook 📝 #ig_italia #italia

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@dorpell #Bologna ⠀ Bologna, 30 novembre 2019 -  Un abete Douglas di 16 metri occupa gran parte di Piazza del Nettuno ma, metaforicamente, prende posto anche nelle case di tutti i cittadini e turisti riuniti, tutt’intorno, per dare il via alle feste natalizie. Aria di festeggiamenti, di tradizioni e di emozioni, che finalmente si respira in tutto il centro storico per l’accensione delle luci dell’albero da parte del primo cittadino. E’ Virginio Merola infatti ad accendere le illuminazioni dell’albero e, così, lo spirito del Natale: "Buon Natale a tutti! Non aspettatevi doni costosi, ma piuttosto amicizia. stima e affetto. Perché Bologna è così, è una scelta illuminata". L’albero, un regalo della frazione La Ca’ del Comune di Lizzano In Belvedere, addobbato con decorazioni di microluci led bianche caldo e con le tradizionali sfere di colore rosso, oro e argento per tutte le feste farà compagnia al Gigante. "Vi aspettiamo anche a Lizzano In Belvedere - ha salutato la piazza Mauro Bellarini, vicesindaco Lizzano -. Buone feste a tutti". ⠀ 👍 Segui tutte le storie nella nostra pagina Facebook 📝 #ig_italia #italia

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📷 @andiamoconnoi_ #Roma ⠀ Tra tutte le curiosità turistiche su Roma e le cose curiose d e a vedere nella capitale, a nostro parere questa che vi stiamo per raccontare occupa la prima posizione, stiamo parlando della Porta Magica di Roma in Villa Palombara all’Esquilino. La leggenda narra che un giovane medico ed alchimista milanese di nome Giuseppe Borri si unì al circolo della villa e, finanziato dal marchese, condusse diversi esperimenti per trovare la pietra filosofale che gli avrebbe permesso di trasformare la materia in oro. Ma quando l’Inquisizione papale si mise sulle sue tracce dovette partire improvvisamente lasciando un certo numero di pergamene con le complesse formule che nessuno era in grado di decifrare. Fu cosi che Massimiliano Palombara le fece incidere sulla porta d’accesso del suo laboratorio. Quando Roma divenne la Capitale d’Italia Villa Palombara fu demolita per i lavori di costruzione del nuovo rione Esquilino. L’unica parte che si salvò fu proprio il portale d’accesso del laboratorio, oggi conosciuto come Porta Magica di Piazza Vittorio. Si presenta come un piccolo portale murato contornato da uno stipite di pietra bianca dove si vedono ancora i simboli alchemici. La porta è affiancata da due bizzarre statue che rappresentano una divinità egizia chiamata Des, venerata a Roma durante l’età imperiale. Le statue, però, non facevano parte della collezione del marchese Palombara, ma furono aggiunte successivamente. ⠀ 👍 Segui tutte le storie nella nostra pagina Facebook 📝 #ig_italia #italia #instagramitalia #ig_italia_borghiecitta #italy #toscana

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@__pisolo__ #OrtaSanGiulio ⠀ L’antico borgo di Orta San Giulio sorge all’estremità di un promontorio che da oriente si protende verso le acque del Lago d’Orta: un punto strategico ed oggi uno dei palcoscenici ideali da cui ammirare il piccolo specchio d’acqua. A poche centinaia di metri da Piazza Motta, cuore del borgo, proprio sulla punta del promontorio, si scorge l’Isola di San Giulio poco distante. La piazza, oggi dedicata a Mario Motta, partigiano del Cusio, è il salotto di Orta, cuore della vita cittadina: qui, sin dal 1228, al mercoledì, si svolge il mercato. Qui vengono proposti concerti e altre manifestazioni ed eventi culturali. Escludendo quello che si affaccia sul lago, i 3 lati rimanenti sono chiusi da vecchi palazzotti, da portici e da ippocastani. Sul lato settentrionale, ma distaccato dai palazzi, si erge il Palazzo della Comunità, o Broletto: risale al 1582 e come tanti altri palazzi comunali del tardo rinascimento si presenta con il piano terreno totalmente porticato. Al primo piano, con accesso da una scalinata esterna, un unico salone dove si riuniva il Consiglio della Comunità della Riviera, antico sogno di indipendenza del Cusio per concessione dei vescovi novaresi. Guardando verso il lago, ecco l’Isola di San Giulio con il Palazzo dei Vescovi ed il campanile della Basilica di San Giulio che emerge tra acqua e cielo; ed ecco, sull’altra riva, le case di Pella. ⠀ 👍 Segui tutte le storie nella nostra pagina Facebook 📝 #ig_italia #italia

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📷 @jonnylivorti 📍 #Portovenere ⠀ Portovenere (Portivenere in diletto ligure) è un caratteristico borgo medievale sull’estrema punta occidentale del Golfo dei poeti, tra le Cinque Terre e La Spezia. Dal 1997 è stata inserita tra patrimoni dell’umanità dell’UNESCO. Caratteristiche di Portovenere sono le sue case-fortezza, il castello genovese, la chiesa di S.Pietro del 1198 a picco sul mare. Portovenere è meta di turisti provenienti da tutto il mondo, per i suoi paesaggi molto suggestivi, molto simili a quelli delle vicine Cinque Terre, con i variopinti colori delle sue case disposte su file parallele suoi vicoli tipici dei borghi marinari della Liguria. Il porticciolo di Portovenere, racchiuso da due moli banchinati a gomito, offre un ottimo approdo ai diportisti, ma i posti barca sono pochi rispetto alla richiesta. Il porticciolo offre inoltre vari servizi per la nautica, tra cui assistenza, riparazioni motori, con un cantiere per imbarcazioni fino a 5 tonnellate. Nelle vicinanze è possibile trovare un sicuro ancoraggio nel vicino borgo Le Grazie. Di fronte a Portovenere si trova l’ isola Palmaria, ancora oggi in parte abitata, ha una superficie di 1,6 kmq. Sull’isola sono presenti inoltre molte costruzioni di carattere storico:il Forte Umberto I e il Forte Cavour ; presso punta Scuola, un carcere dell’inizio del Novecento convertito a museo, svariati bunker risalenti alla Seconda Guerra Mondiale . L’isola della Palmaria è collegata con la Spezia, Lerici e Portovenere stessa tramite vari traghetti. ⠀ 👍 Segui tutte le storie nella nostra pagina Facebook 📝 #ig_italia #italia #ig_italia_borghiecitta #italy #goodmorning

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📷 @ema_therabbit 📍 #Positano#Buongiorno ragazzi, Positano è una cittadina incastonata nella roccia e a picco sul mare. Famosa in tutto il mondo per la moda, la tavola, il mare e per lo stile architettonico. Non a caso è chiamata la "città verticale" in quanto i suoi edifici sorgono l'uno a ridosso dell'altro, dando origine ad un labirinto di vicoli in cui perdersi e ritrovarsi avvolti fra i colori e i profumi che aleggiano nell'aria. La storia di Positano è molto antica e risale al IX secolo, ai tempi delle incursioni saracene e poi turche. Proprio per difendersi dagli attacchi dei nemici, furono costruite le abitazioni arroccate sulla roccia, oltre alle tre torri di guardia, ancora oggi perfettamente conservate, di Fornillo, Trasita e Sponda. Il cuore di Positano è rappresentato dalla Spiaggia Grande, che si estende per 300 metri di battigia. Oltre ad essere una delle più grandi dell'intera Costiera, è sicuramente la più mondana, frequentata da artisti e personaggi del jetset internazionale.  Numerosi sono gli eventi organizzati in questo fantastico scenario, da performance e spettacoli artistici a feste gastronomiche e religiose. Come ad esempio la festa patronale di San Vito con sfilate della banda, processioni e spettacoli pirotecnici; la festa di Santa Maria delle Grazie, che oltre a prevedere la processione e la sfilata della banda, prevede un grandioso spettacolo di fuochi pirotecnici in mare a rievocazione del miracolo della Madonna, accompagnato da balli canti e piatti di tradizione locale. Grazie all'innato senso di ospitalità dei positanesi, la cittadina mantiene il primato della località turistica tra le più rinomate e visitate nel mondo. Di particolare interesse sono da citare le due frazioni di Montepertuso e Nocelle, attigue alla cittadina. #Montepertuso è conosciuto anche con il nome di "monte bucato". Sul monte si celebra il 2 Luglio, la Festa della Madonna delle Grazie per evocare la leggenda da cui prende origine il nome del monte. #Nocelle, invece, è una famosa meta di sosta del sentiero degli Dei accessibile, comunque, anche da Montepertuso lungo un percorso in salita. ⠀ 📝 #ig_italia

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📷 @michelechiroli 📍Pisa Quando si nomina Pisa si pensa subito alla famosa Torre Pendente.....monumento che ha assunto importanza nei secoli per via della sua accentuata pendenza che ha fatto preoccupare e allo stesso tempo, ha attratto la curiosità di numerosi esperti e di semplici turisti. Posta su un terreno argilloso e sabbioso, sembra cominciò ad inclinarsi fin dall'edificazione del terzo piano tanto che si dovettero sospendere i lavori per poi riprenderli anni dopo, costruendo i piani successivi con una curvatura in senso opposto alla pendenza. Il progetto originale si pensa sia stato di Diotisalvi, che nello stesso periodo stava costruendo anche il Battistero. La costruzione continuò fino al completamento nel 1350, raggiungendo un'altezza di circa 56 metri e un peso di 14.523 tonnellate, riuscendo a mantenerla in equilibrio perché la verticale che passa per il baricentro cade all'interno della base di appoggio. I piani complessivi sono 8, circondati da una loggetta con archi a tutto sesto, che riprendono il motivo della facciata della cattedrale e poichè la torre ne costituisce appunto il campanile, vennero collocate 7 campane: Assunta (la più grande che pesa 3620 kg), Crocifisso, San Ranieri, Dal Pozzo, Pasquereccia, Terza, Vespruccio, le quali suonano ancora oggi prima delle messe in Duomo ed a mezzogiorno tramite un sistema elettronico e che un tempo era adibite ognuna ad un momento della giornata liturgica. 👍 Segui tutte le storie nella nostra pagina Facebook 📝 #ig_italia #italia #instagramitalia #ig_italia_borghiecitta #italy #pisa

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@claudia_mimejorvenecia #venezia ⠀ Piazza San Marco torna a risplendere con le luci del Natale. La tradizionale cerimonia di accensione delle luminarie in piazza e dell’albero ha dato avvio ufficialmente oggi, alle 18, alla stagione natalizia a Venezia.  Oltre all’area marciana - Piazza San Marco e Calle Larga XXII Marzo -, è stato acceso l’albero del Natale 2019, che svetta in posizione centrale in Piazzetta San Marco. Alla presenza del sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro, e delle autorità, il simbolo natalizio per eccellenza, alto circa 13 metri, ha preso vita e colore, grazie al contributo di American Express che ha deciso di sostenere nel 2020 le iniziative veneziane. . A dare il via ai festeggiamenti natalizi di quest'anno sono state le note del coro Vocal Skyline che ha rallegrato Piazza San Marco con un sottofondo di canzoni natalizie rivisitate per l'occasione e ha accolto con entusiasmo e calore il pubblico presente in piazza. Tra una canzone e l'altra le autorità presenti, nello specifico, il presidente dell'associazione Piazza San Marco, Claudio Venier, Annapaola Rey di Caffè Lavena e il sindaco della città metropolitana Luigi Brugnaro, hanno espresso il loro augurio di natale alla cittadinanza e allo stesso tempo non sono mancate parole di sostegno per il momento delicato che Venezia si trova ad affrontare dopo l'acqua alta che l'ha colpita nelle scorse settimane . ⠀ 👍 Segui tutte le storie nella nostra pagina Facebook 📝 #ig_italia #italia

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📷 @davy_and_the_world 📍 #Firenze ⠀ Firenze è in assoluto una delle città italiane più belle, amate e conosciute in tutto mondo grazie alla sua antica bellezza e alla sua importante storia. Oltre a monumenti famosissimi come il museo degli Uffizi, la Cattedrale di Santa Maria del Fiore o Ponte Vecchio – mete obbligate per chi visita Firenze per la prima volta – in città ci sono tanti piccoli scorci e luoghi nascosti, tutti da scoprire, come il tepidarium. In via Bolognese, vicino Ponte Rosso e all’interno del Giardino dell’Orticoltura, si trova la più grande serra d’Italia: il Tepidarium. Questo luogo, assolutamente magico, è un gioiello architettonico in puro stile Liberty costruito nel 1862 dal celebre architetto Giacomo Roster. Questa splendida serra apianta rettangolare, realizzata interamente in vetro, ghisa e ferro si estende per ben 38,50 metri di lunghezza con 17 di larghezza, con una altezza massima nella parte centrale di 14 metri. Gli oltre 650 metri quadrati di superficie totale sono sovrastati da una copertura a volta che ricorda la carena di una nave rovesciata. Il Tepidarium, pensato e realizzato appunto come serra “tiepida”, un edificio riscaldato dove conservare piante di ogni tipo, anche esotiche, è poco noto ai turisti ma vale senza dubbio una visita, soprattutto in primavera. Tutti gli anni, infatti, il 25 di Aprile il Giardino organizza la tradizionale mostra dei fiori all’interno della serra e, oltre alle numerose varietà di piante e fiori esposti, potrete ammirare uno spettacolo a dir poco unico: la nascita delle farfalle. ⠀ Approfondisci la conoscenza del territorio ammirando altre splendide foto come questa, seguendo le community di @ig_firenze & @ig_toscana_ Per entrare a far parte della nostra gallery utilizzate il nostro hashtag ufficiale e taggate le vostre foto. ⠀ 👍 Segui tutte le storie nella nostra pagina Facebook 📝 #ig_italia #italia #instagramitalia #ig_italia_borghiecitta #italy #firenze

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📷 @matteo_curti #Milano ⠀ Si sa, i Navigli sono il simbolo della vita notturna milanese. Passeggiare lungo le vie e la Darsena dall’aperitivo fino a tarda serata è una delle attività preferite di cittadini e turisti. Ma come nascono i navigli e quanti sono? Il Naviglio Grande è il più antico. La prima fonte scritta risale al 1209 anche se i lavori potrebbero risalire al 1177, quando Milano venne ricostruita dopo l’arrivo di Barbarossa. Inizialmente lo scopo del naviglio era quello di irrigare i campi alle porte di Milano e, forse, anche come fossato difensivo. Solo dal 1257 iniziarono i lavori per renderlo navigabile. A volerlo fu il podestà Beno de’ Gozzadini. che però dovette porre a tassazione i beni del Clero per avere i soldi necessari alla realizzazione. Ciò gli costò poco tempo dopo la vita e fu affogato nel suo stesso naviglio, almeno secondo la leggenda. Fu Napo Torriani nel 1272 a completare i lavori di navigazione. Da allora sul Naviglio passarono i barchett che trasportavano persone e le barche per merci provenienti da ogni dove, almeno fino al 1985, quando la gomma e le rotaie ebbero la meglio sui mezzi via acqua. Il Naviglio Pavese invece è il corso d’acqua voluto dai Visconti per unire Milano e le loro terre in direzione di Pavia. Galeazzo Visconti nel 1359 iniziò la realizzazione dei lavori. Successivamente si perse pian piano interesse per questo naviglio, in particolare dopo la caduta di Visconti e Sforza. Fu poi il governatore spagnolo Pedro Enriquez de Acevedo a far ricostruire il naviglio pavese da Giuseppe Meda che realizzò poi anche la Darsena. Infine a Milano si trova anche un terzo naviglio noto come Naviglio Martesana o Naviglio Piccolo. Fu voluto da Francesco Sforza nel 1460 e si dice che una buona parte del canale e delle chiuse sia stato tracciato da Leonardo da Vinci. ⠀ 👍 Segui tutte le storie nella nostra pagina Facebook 📝 #ig_italia #italia #instagramitalia #ig_italia_borghiecitta #italy #milano

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📷 @fanellity #Roma Sembra un presepe, ma è una strada vera, Via di San Simone, un vicolo cieco che sbocca su Via dei Coronari, nel rione Ponte. Al numero 66 si trova il Teatro dei Coronari, ora chiuso, occupava la parte meridionale della Chiesa dei Santi Simone e Giuda, sconsacrata nel 1902. Il teatro oltre alla sala offriva anche la zona ristorante e quella bar.Il teatro ha cessato l'attività nel 2006. Sempre lì fino a qualche anno fa c'era La Gelateria del Teatro che ora si è spostata in Via dei Coronari a pochi metri rispetto alla precedente posizione di via di San Simone. 👍 Segui tutte le storie nella nostra pagina Facebook 📝 #ig_italia #italia #instagramitalia #ig_italia_borghiecitta #italy #roma

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@guglielmo.giambartolomei #SanPieroaGrado#Buongiorno ragazzi, la fortuna commerciale della città di Pisa, sotto la dominazione romana prima e nel corso dell'epopea della Repubblica poi, fu dovuta principalmente alla sua strategica posizione al centro di un reticolo idrico favorevole alla creazione di un sistema di porti marittimi e scali fluviali. Tra questi ultimi uno dei più importanti dal 7° secolo a.C. era quello che si trovava sul ramo più settentrionale della foce dell'Arno. Fu in corrispondenza con questo porto fluviale che venne eretta quella che ancora oggi viene ammirata come un'opera di importanza centrale nello studio dell'arte romanica. Secondo una tradizione documentata a partire dal 13° secolo e risalente almeno all'età carolingia, San Pietro sbarcò sulla foce dell'Arno dove oggi sorge San Piero a Grado, intorno al 42-44 d.C.. Proveniente dalla Siria, questo approdo fu la sua prima tappa nell'itinerario che lo condusse a Roma. Una volta approdato, sempre secondo la leggenda, eresse il primo altare di pietra in Italia, consacrato poi da papa Clemente I.  La denominazione odierna 'a Grado' deriva dal latino 'ad gradus, ad gradus arnenses': passo, ingresso, accesso all'Arno, a conferma dell'esistenza di uno scalo portuale già al momento della dominazione romana. La basilica in realtà, oltre ad essere legata a doppio filo con il leggendario sbarco di San Pietro in Italia, è collegata anche ad un secondo mito: nel corso della consacrazione dell'altare eretto dall'apostolo prediletto di Gesù, papa Clemente perse tre gocce di sangue dal naso. La pietra marmorea su cui si posarono è stata col tempo venerata come una reliquia, ed è tutt'ora conservata presso il Museo della Primaziale Pisana. Il primo ad effettuare degli scavi sotterranei per scoprire l'origine della basilica fu il curato di San Piero Luca Gelli, che nel 1919 riuscì a portare alla luce tracciati murari, frammenti di colonne e capitelli e resti di pietre lavorate. Il sovrintendente alle Belle Arti Peleo Bacci proseguì con il lavoro fino al 1925, annunciando di aver rinvenuto la presenza di una chiesa precedente e di una villa romana. ⠀ 📝 #ig_italia

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📷 @paolovillani 📍 #Burano Una delle più famose leggende di Burano narra che un antico pescatore promesso sposo, durante un'uscita in mare verso l'oriente, venne tentato dal canto delle sirene. L'uomo resistendo ai loro incanti, ricevette un dono dalla regina, rimasta affascinata dalla fedeltà di costui. La sirena colpì con la coda il fianco della nave e dalla schiuma, creatasi dal movimento dell'acqua, formò il velo nuziale per la giovane sposa. Arrivato il giorno delle nozze, consegnò il dono alla sua fidanzata, la quale fu ammirata ed invidiata da tutte le giovani dell'isola e costoro cominciarono ad imitare il merletto del suo velo utilizzando ago e filo sempre più sottile, sperando così di creare un ricamo ancora più bello per il loro abito da sposa. ⠀ Approfondisci la conoscenza del territorio ammirando altre splendide foto come questa, seguendo le community di @igvenezia & @igveneto_ Per entrare a far parte della nostra gallery utilizzate il nostro hashtag ufficiale e taggate le vostre foto. ⠀ 📝 #ig_italia #italia #instagramitalia #ig_italia_borghiecitta #italy #burano

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