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📷 @mchl_m 📍 #Burano Una delle più famose leggende di Burano narra che un antico pescatore promesso sposo, durante un'uscita in mare verso l'oriente, venne tentato dal canto delle sirene. L'uomo resistendo ai loro incanti, ricevette un dono dalla regina, rimasta affascinata dalla fedeltà di costui. La sirena colpì con la coda il fianco della nave e dalla schiuma, creatasi dal movimento dell'acqua, formò il velo nuziale per la giovane sposa. Arrivato il giorno delle nozze, consegnò il dono alla sua fidanzata, la quale fu ammirata ed invidiata da tutte le giovani dell'isola e costoro cominciarono ad imitare il merletto del suo velo utilizzando ago e filo sempre più sottile, sperando così di creare un ricamo ancora più bello per il loro abito da sposa. ⠀ Approfondisci la conoscenza del territorio ammirando altre splendide foto come questa, seguendo le community di @igvenezia & @igveneto_ Per entrare a far parte della nostra gallery utilizzate il nostro hashtag ufficiale e taggate le vostre foto. ⠀ 📝 #ig_italia #italia #instagramitalia #ig_italia_borghiecitta #italy #burano

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📷 @mcta1960 📍 #Roma ⠀ È uno dei monumenti più visibili di tutta Roma. Spesso viene chiamato anche Altare della Patria, in realtà quest’ultimo è solo una parte del complesso, aggiunta successivamente al progetto originario. Il Vittoriano fu costruito a partire dal 1885 su progetto di Giuseppe Sacconi – e alla sua morte ci lavorarono anche Gaetano Koch, Pio Piacentini e Manfredo Manfredi - per commemorare l’Unità d’Italia e rendere onore al primo Re d’Italia, Vittorio Emanuele II, la cui statua a cavallo è ben visibile nel centro del complesso. L’architetto voleva in qualche modo rifarsi alla cultura greca e ai grandi templi dell’antichità, in particolare Sacconi si ispirò al famoso Altare di Pergamo (oggi visibile a Berlino). Il progetto puntava a realizzare una sorta di Agorà o di Foro, sopraelevato rispetto alla città - venne scelto come luogo il Campidoglio, proprio per la sua valenza storica politica nei secoli – dove i visitatori potessero muoversi fra colonnati, portici e grandi terrazze che scendono con ampie scale verso Piazza Venezia. Fu completato in tempo per celebrare i primi 50 anni dell’Unità d’Italia e solo qualche anno dopo furono aggiunte le famose quadrighe in bronzo (1927). L’Altare della Patria venne ufficialmente inaugurato nel 1925 dopo la tumulazione del Milite Ignoto dopo la Prima Guerra Mondiale (1921) per ribadire la valenza simbolica di questo monumento. Le spoglie di un soldato senza nome avrebbero simboleggiato qualsiasi soldato italiano morto in guerra. Il giorno della cerimonia parteciparono oltre 1 milione di persone! ⠀ 👍 Segui tutte le storie nella nostra pagina Facebook 📝 #ig_italia #italia #ig_italia_borghiecitta #italy #goodmorning

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📷 @elena__aileen 📍 #Bologna ⠀ Bologna non è una città particolarmente grande e il suo centro storico è piuttosto raccolto: questo permette, anche a un turista che va piuttosto di fretta di scoprire, oltre alle cose essenziali, anche alcune curiosità. Trattasi di piccoli particolari sulle facciate delle case piuttosto che di scritte dal significato un po’ ambiguo: tutte curiosità che hanno una storia (o una leggenda) da raccontare e che rendono la città ancora più affascinante. Alcune curiosità su Bologna sono ormai arcinote e sulla bocca di tutti (non se ne può più di sentir parlare della finestrella di via Piella!). Altre, invece, sembrano essere… solo sulla bocca di alcuni. Il telefono senza fili. Anche se ai giorni nostri di telefoni senza fili se ne vedono fin troppi in circolazione, quello di Bologna è decisamente più originale, anche se non è proprio di ultima generazione. Si trova nella volta tra il palazzo del Podestà e palazzo di Re Enzo: sussurrando qualcosa ad un angolo, si sentirà dalla parte opposta. Questo effetto acustico, che fa sempre divertire un sacco, si trova anche altrove. Ad esempio a Milano nella loggia dei Mercanti o a New York nella Whispering Gallery della Grand Central Station. Il vaso rotto in cima alla Torre degli Asinelli. Il vaso rotto c’è ma non si vede, bisogna andare sulla fiducia. Quindi, se decidete di percorrere i 498 gradini per arrivare fino in cima alla torre, fatelo solo per il fantastico panorama, e non per fotografare un vaso rotto. In qualsiasi caso il vaso rotto sta a rappresentare la capacità di Bologna di risolvere conflitti. I versi di Dante sulla torre Garisenda. La torre Garisenda è citata più volte nei versi dell’Inferno dantesco. Ed è proprio un verso di Dante, che descrive l’illusione ottica della torre che sembra stia per cadere, a trovarsi in un’iscrizione poco sopra la base della torre. ⠀ 👍 Segui tutte le storie nella nostra pagina Facebook 📝 #ig_italia #italia #instagramitalia #ig_italia_borghiecitta #italy

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📷 @gravity300 📍 #Ostuni ⠀ Ostuni, la Città Bianca del Salento, si trova nella provincia di Brindisi a più di 200 metri sul livello del mare, sulle ultime propaggini del territorio della Murgia. Questo candido gioiello della Puglia costituisce uno dei luoghi più famosi del Salento insieme a Santa Maria di Leuca, Otranto e Taranto. Ostuni, come è facile immaginare, deve il suo nome Città Bianca al colore di gran parte delle abitazioni della città, soprattutto del centro storico. In realtà il motivo per cui è stato scelto il candido colore bianco non è poetico come osservare da lontano questa piccola perla del Salento. Infatti, in passato la città di Ostuni è stata più volte colpita dalla peste e ricoprire i muri con la calce permetteva di igienizzare la zona e renderla asettica. Il centro storico di Ostuni, definito dai suoi abitanti “La Terra“, un tempo era completamente dipinto con calce bianca, che oggi è rimasta solo in parte. Le case si arrampicano sui fianchi scoscesi di un colle e il borgo è caratterizzato da un groviglio di stradine tortuose, un susseguirsi di piazzette, vicoli e corti. La parte inferiore del borgo è circondato dall’antica cinta muraria in cui si incastonano le uniche due entrate della città rimaste integre: Porta Nova e Porta San Demetrio. Sulla sommità del colle si ergono la quattrocentesca Cattedrale di Ostuni con il suo grande rosone a 24 raggi, il Palazzo Vescovile e il vecchio Seminario. ⠀ 👍 Segui tutte le storie nella nostra pagina Facebook 📝 #ig_italia #italia #instagramitalia #ig_italia_borghiecitta #italy

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📷 @capaseccayacht 📍 #Furore ⠀ Nel bel mezzo della costa di Amalfi si trova un posto speciale: Furore. E' soprannominato il paese che non c'è, per via delle sue case che non si trovano una accanto all'altra ma emergono dalla roccia che circonda la spiaggia. Il piccolo borgo di pescatori tra Amalfi e Agerola è nato dalla furia delle acque del mare. Furore è conosciuto per la sua zona abitata posizionata sulla costa e dalla marina di Furore conosciuta a più come il Fiordo di Furore. Il paesino, con poco più di 1000 abitanti è formato da casette colorate che si raggiungono percorrendo tornanti tortuosi che arrivano al mare attraverso una scalinata.  Passeggiando per il paese potrete vedere la galleria d'arte all'aria aperta costituita da oltre cento muri d'autore, murales e sculture che fanno di Furore un paese dipinto. La cosa che più vi affascinerà di questo "non paese" è sicuramente la spiaggia: una profonda fessura nella roccia formata da un torrente, lo Schiato, che scende a picco dal bordo dell'altopiano di Agerola.  Il mare esce fuori dalle montagne dando vita ad una piccola baia che piò essere raggiunta via mare o attraverso un sentiero di trekking. Potrete trovare barchette di pescatori e un piccolo borgo marinaro dove ancora potrete sentire i racconti della tormentata storia d'amore tra Roberto Rossellini e Anna Magnani. ⠀ 👍 Segui tutte le storie nella nostra pagina Facebook 📝 #ig_italia #italia #instagramitalia #ig_italia_borghiecitta #italy

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📷 @the_essentialist_ 📍 #Firenze#Buongiorno ragazzi, Firenze è in assoluto una delle città italiane più belle, amate e conosciute in tutto mondo grazie alla sua antica bellezza e alla sua importante storia. Oltre a monumenti famosissimi come il museo degli Uffizi, la Cattedrale di Santa Maria del Fiore o Ponte Vecchio – mete obbligate per chi visita Firenze per la prima volta – in città ci sono tanti piccoli scorci e luoghi nascosti, tutti da scoprire, come il tepidarium. In via Bolognese, vicino Ponte Rosso e all’interno del Giardino dell’Orticoltura, si trova la più grande serra d’Italia: il Tepidarium. Questo luogo, assolutamente magico, è un gioiello architettonico in puro stile Liberty costruito nel 1862 dal celebre architetto Giacomo Roster. Questa splendida serra apianta rettangolare, realizzata interamente in vetro, ghisa e ferro si estende per ben 38,50 metri di lunghezza con 17 di larghezza, con una altezza massima nella parte centrale di 14 metri. Gli oltre 650 metri quadrati di superficie totale sono sovrastati da una copertura a volta che ricorda la carena di una nave rovesciata. Il Tepidarium, pensato e realizzato appunto come serra “tiepida”, un edificio riscaldato dove conservare piante di ogni tipo, anche esotiche, è poco noto ai turisti ma vale senza dubbio una visita, soprattutto in primavera. Tutti gli anni, infatti, il 25 di Aprile il Giardino organizza la tradizionale mostra dei fiori all’interno della serra e, oltre alle numerose varietà di piante e fiori esposti, potrete ammirare uno spettacolo a dir poco unico: la nascita delle farfalle. ⠀ Approfondisci la conoscenza del territorio ammirando altre splendide foto come questa, seguendo le community di @ig_firenze & @ig_toscana_ Per entrare a far parte della nostra gallery utilizzate il nostro hashtag ufficiale e taggate le vostre foto. ⠀ 👍 Segui tutte le storie nella nostra pagina Facebook 📝 #ig_italia #italia #instagramitalia #ig_italia_borghiecitta #italy #goodmorning

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📷 @fedevinci 📍 #Roma ⠀ La più grande e brillante Luna piena del 2019 + minacciata dalle nuvole, che rischiano di guastare lo spettacolo. Questa Luna piena di febbraio è anche la "Luna della neve", secondo la tradizione dei nativi americani, che la chiamavano così perché cade nel periodo con le nevicate più abbondanti dell'anno. La Luna piena che si mette in mostra fra il 19 e il 20 febbraio in tutta la sua splendida totalità illuminando i cieli del pianeta, offre una "esibizione" che gli astrofisici, definiscono "emozionante", da "non perdere". La particolarità sta nella sua posizione perché la "Superluna" si trova a "solo" 356.761 chilometri dalla Terra. Di solito la distanza è di 30mila chilometri in più e questo storico "dettaglio" favorisce un "incontro ravvicinato" irripetibile. Un occhio sensibile può cogliere un diametro della Luna del 14% più grande rispetto a quando l'astro si trova nel punto più lontano e apprezzarne una luminosità maggiore del 30%. Probabilmente non è facile capire e valutare ad occhio nudo queste differenze ma lo spettacolo, come assicurano gli esperti, è garantito e non fa che rendere omaggio, nella maniera più chiara e trasparente, al 50esimo anniversario del primo sbarco umano sul suolo lunare. Il 2019 viene considerato infatti l'Anno della Luna: iniziato con l'eclissi dello scorso gennaio, e la "Superluna" ha già dato appuntamento ai suoi fan per il 19 marzo, a ridosso dell'equinozio di primavera. Ma perche' aspettare? La Luna "gigante" invita tutti gli appassionati a raggiungere vasti spazi all'aperto lontani dall'inquinamento artificiale (magari in campagna o in montagna) per apprezzarne il suo splendore e scatenando la fantasia dei fotografi. ⠀ 👍 Segui tutte le storie nella nostra pagina Facebook 📝 #ig_italia #italia #instagramitalia #ig_italia_borghiecitta #italy

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ig_italia. 📷 @alberto_sadini
📍 #Assisi
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La città di San Francesco ha una stori

📷 @alberto_sadini 📍 #Assisi ⠀ La città di San Francesco ha una storia millenaria con importanti testimonianze romane, medievali e rinascimentali. Il cantiere di Giotto ha segnato l'arte di tutto il centro Italia. Situata nella parte centro-orientale dell'Umbria, Assisi è adagiata sulle pendici del Monte Subasio e domina la pianura solcata dai fiumi Topino e Chiascio, affluenti del Tevere. La città, che ha dato i natali a san Francesco e santa Chiara, si è imposta all'attenzione mondiale come centro universale del messaggio francescano di pace e fratellanza. Costruita con la tipica "pietra rosata" del Subasio, Assisi vive e fa vivere a tutti i visitatori l'atmosfera di profonda spiritualità dei luoghi che la storia e la fede dei suoi Santi rendono unici nel mondo. Assisi, con il suo centro storico, la basilica di San Francesco e gli altri siti francescani, unitamente alla quasi totalità del territorio comunale, sono stati dichiarati nel 2000 Patrimonio Mondiale dell'Umanità dall'Unesco. Tra i numerosi monumenti che rendono Assisi una delle mete turistiche artisticamente più ricche, spiccano la basilica di San Francesco, con la tomba del Santo e i capolavori di alcuni tra i maggiori artisti di tutti i tempi quali Cimabue, Giotto, Pietro Lorenzetti e Simone Martini, la basilica di Santa Chiara e la romanica cattedrale di San Rufino. Sulla piazza del Comune si trovano il palazzo dei Priori, il duecentesco palazzo del Capitano del Popolo con la torre Civica e il cosiddetto tempio di Minerva, l'edificio romano più conservato dell'intera regione, realizzato tra il 40 e 30 a.C. Appena fuori le mura, a dominare la città c'è la superba rocca Maggiore, ricostruita nel 1367 dal Cardinale Albornoz su una precedente struttura (1174) di un antico castello feudale. ⠀ 👍 Segui tutte le storie nella nostra pagina Facebook 📝 #ig_italia #italia #instagramitalia #ig_italia_borghiecitta #italy

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📷 @johanneshuebl 📍 #Milano ⠀ Da quando è stata restaurata. in occasione di Expo, la Galleria Vittorio Emanuele II, nel centro di Milano, ha ritrovato l’originario splendore. Con la bella stagione, aumentano le occasioni per visitarla: in notturna, alle prima luci dell’alba, o ancora accompagnati dall’architetto Giuseppe Mengoni, che ne fu l’autore. Visite spettacolari che permettono di ammirare da vicino stucchi affreschi e decorazioni in ferro, ma anche di conoscere una storia recente (la galleria è di fine Ottocento) ma poco nota e ricca di sorprese. La prima idea di una via commerciale che collegasse piazza Domo a piazza della Scala viene attribuita nel 1839 al patriota e scrittore Carlo Cattaneo, ma solo nel 1860 il Comune, ottenuti i permessi necessari per le espropriazioni, poté bandire il concorso di realizzazione. In mancanza di vincoli definiti, partecipò un numero altissimo di progetti, ma nessuno fu scelto. Nel 1863, al terzo bando, fu scelto il progetto di Giuseppe Mengoni (1829-1877), architetto e ingegnere emiliano, a condizione che fosse disponibile ad alcune modifiche. Prima fra tutte, realizzare una galleria a croce, con due bracci di lunghezza differente, anziché una unica come aveva proposto lo stesso Mengoni.  Il Comune aveva già deciso in occasione del primo bando di dedicare la galleria a re Vittorio Emanuele II e fu proprio il sovrano, il 7 marzo 1865, a posare la prima pietra alla presenza, fra le molte autorità, dell’allora sindaco di Milano Antonio Beretta. Il braccio principale, ugello che collega piazza Duomo a piazza della Scala, misura 196,6, l’altro, più corto, misura 105,1 metri.  All'intersezione si trova lo spazio sormontato dalla cupola, chiamato "ottagono" per la sua forma ottenuta dal taglio dei quattro angoli all'incrocio delle due gallerie. Le cime delle quattro pareti derivate dal taglio sono ornate ognuna da una lunetta dipinta, larga 15 metri e di altezza massima di 7 metri, che rappresenta un diverso continente ⠀ 👍 Segui tutte le storie nella nostra pagina Facebook 📝 #ig_italia #italia #instagramitalia #ig_italia_borghiecitta #italy

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📷 @benedettohi #Napoli ⠀ Le origini del palazzo risalgono alla fine degli anni trenta del 1600, quando venne innalzato per la volontà di donna Anna Carafa, consorte del viceré Ramiro Núñez de Guzmán, duca di Medina de las Torres. Il progetto per la realizzazione fu commissionato al più importante architetto della città di quel periodo, Cosimo Fanzago, che nel 1642 approntò un disegno secondo i canoni del barocco napoletano che prevedesse tra le altre cose anche la realizzazione di un doppio punto d'ingresso, uno sul mare ed uno da una via carrozzabile che si estendeva lungo la costa di Posillipo (che conduce al cortile interno dell'edificio). Per la costruzione del palazzo, fu necessario demolire una preesistente abitazione cinquecentesca (villa Bonifacio). Il Fanzago, però, non riuscì a completare l'opera per via della prematura morte di donn'Anna, avvenuta in un contesto di insorgenza popolare a causa della temporanea caduta del viceregno spagnolo, con la conseguente fuga del marito della stessa verso Madrid. L'edificio rimasto incompiuto assunse lo spettacolare fascino di una rovina antica confusa fra i resti delle ville romane che caratterizzano il litorale di Posillipo e fra gli anfratti delle grotte. Nell'interno, di notevole interesse è il teatro, aperto verso il mare e dal quale si gode un bel panorama della città partenopea, sede della Fondazione culturale Ezio De Felice. Il palazzo subì alcuni danni durante la rivolta di Masaniello del 1647 e durante il terremoto del 1688. Nel corso del XIX secolo sono stati numerosi i passaggi di proprietà che hanno visto i legittimi proprietari provare di volta in volta a modificare la destinazione d'uso[2] della struttura, facendola diventare prima una fabbrica di cristalli (1824) e poi un albergo (con l'acquisto dei Geisser nel 1870 circa). Negli anni successivi si sono succeduti ancora altri proprietari, come la Banca d'Italia nel 1894 ed i Genevois due anni più tardi. L'edificio non è oggi visitabile e non costituisce alcun polo museale, in quanto interamente utilizzato come abitazione privata (diviso in vari condomini). #ig_napoli

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📷 @icpcrnc 📍 #Roma ⠀ È uno dei monumenti più visibili di tutta Roma. Spesso viene chiamato anche Altare della Patria, in realtà quest’ultimo è solo una parte del complesso, aggiunta successivamente al progetto originario. Il Vittoriano fu costruito a partire dal 1885 su progetto di Giuseppe Sacconi – e alla sua morte ci lavorarono anche Gaetano Koch, Pio Piacentini e Manfredo Manfredi - per commemorare l’Unità d’Italia e rendere onore al primo Re d’Italia, Vittorio Emanuele II, la cui statua a cavallo è ben visibile nel centro del complesso. L’architetto voleva in qualche modo rifarsi alla cultura greca e ai grandi templi dell’antichità, in particolare Sacconi si ispirò al famoso Altare di Pergamo (oggi visibile a Berlino). Il progetto puntava a realizzare una sorta di Agorà o di Foro, sopraelevato rispetto alla città - venne scelto come luogo il Campidoglio, proprio per la sua valenza storica politica nei secoli – dove i visitatori potessero muoversi fra colonnati, portici e grandi terrazze che scendono con ampie scale verso Piazza Venezia. Fu completato in tempo per celebrare i primi 50 anni dell’Unità d’Italia e solo qualche anno dopo furono aggiunte le famose quadrighe in bronzo (1927). L’Altare della Patria venne ufficialmente inaugurato nel 1925 dopo la tumulazione del Milite Ignoto dopo la Prima Guerra Mondiale (1921) per ribadire la valenza simbolica di questo monumento. Le spoglie di un soldato senza nome avrebbero simboleggiato qualsiasi soldato italiano morto in guerra. Il giorno della cerimonia parteciparono oltre 1 milione di persone! ⠀ 👍 Segui tutte le storie nella nostra pagina Facebook 📝 #ig_italia #italia #ig_italia_borghiecitta #italy #goodmorning

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📷 @valentinavignali #CinqueTerre Quella che vedete in foto è Manarola, antico borgo della Riviera ligure di Levante, è una frazione del comune di Riomaggiore, in provincia della Spezia, e costituisce una delle Cinque Terre. Una posizione privilegiata per ammirare la magnifica struttura del borgo è Punta Bonfiglio su cui si snoda un camminamento costruito dai manarolesi aperto nel 1968, che permette di collegare la Marina con lo scalo di Palaedo. Sulla parte più alta di Punta Bonfiglio sorge il piccolo cimitero del paese. Molto suggestivo è inoltre l'ultimo tratto di Via Belvedere che costituisce un vero e proprio balcone a picco sul mare, terminando in una panoramica piazzetta dedicata ad Eugenio Montale, sulla cui targa sono riportati i primi versi della poesia Riviere. ⠀ Approfondisci la conoscenza del territorio ammirando altre splendide foto come questa, seguendo le community @ig_liguria_ & @ig.cinqueterre Per entrare a far parte della nostra gallery utilizzate il nostro hashtag ufficiale e taggate le vostre foto. ⠀ #ig_italia 👍 Segui tutte le storie nella nostra pagina Facebook

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