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📷 @iamartenisa #Firenze ⠀ Ponte Vecchio è uno dei simboli di Firenze, luogo obbligatorio per le foto ricordo dei turisti che visitano questa splendida città. Fu il primo e il più antico ponte di Firenze che attraversa il fiume Arno nel suo punto più stretto. Ponte Vecchio è sopravvissuto ad eventi disastrosi di ogni tipo: la prima costruzione, in legno, risale all’epoca romana, ma fu più volte danneggiata da incendi e alluvioni, come quella tragica del 1933. Poi, nel 1345 il ponte fu ricostruito da Taddeo Gaddi discepolo di Giotto, su tre archi, più profondi e resistenti alla furia dell’acqua. Si racconta che durante la seconda guerra mondiale, la sua bellezza abbia colpito anche Hitler e proprio per questo, fu l’unico ponte di Firenze a non essere bombardato dai tedeschi nel 1944. Prima di raggiungere lo splendore e la fama per cui oggi è conosciuto, Ponte Vecchio, è stato il ponte dei macellai e dei verdurai. L’autorità cittadina, infatti, impose ai beccai (macellai) di riunirsi nelle botteghe sul ponte per salvaguardare la pulizia delle abitazioni del centro ed eliminare, in questo modo, gli odori e gli scarti delle carni che dalle strade venivano trasportate fino all’Arno. Quando venne costruito il Corridoio Vasariano (1565) sopra il ponte, le botteghe vennero considerate inopportune e si decise (1593) lo sfratto dei macellai per concederle agli artigiani e agli orafi, che ancora oggi, continuano il tradizionale e rinomato lavoro di gioielli, noto in tutto il mondo. Infatti, proprio in onore dell’oreficeria, fu posto nella terrazza in mezzo al ponte una fontanella con il busto del grande maestro Benvenuto Cellini, il più grande orafo fiorentino, opera dello scultore Raffaello Romanelli. ⠀ 👍 Segui tutte le storie nella nostra pagina Facebook 📝 #ig_italia #italia #instagramitalia #ig_italia_borghiecitta #italy #firenze

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📷 @matteorighiphotography #RivaDelGarda ⠀ Clima mediterraneo, spiagge libere ampie e assolate, panorama incantevole sono gli ingredienti per una vacanza sul Lago di Garda indimenticabile e in ogni momento ripetibile. Riva del Garda è il centro principale del territorio del Garda Trentino. Qui la vacanza abbraccia mille esperienze. Lo sport è la principale motivazione di vacanza: vela e windsurf prima di tutto, ma anche passeggiate, ciclismo, mountain bike, tennis, canottaggio. Il clima favorisce la vegetazione tipica dell’area mediterranea: limoni, olivi, allori e palme, una vera oasi di Mediterraneo ai piedi delle Dolomiti di Brenta. Il centro di Riva del Garda affascina per l’arte e le opere d’architettura, testimonianze di storia antica e di un passato ricco di arte e cultura. Il giro in città prevede le seguenti visite: * la Rocca, oggi sede del Museo Civico e della Pinacoteca; * la Torre Apponale, anticamente luogo di commercio e fiere; * il Palazzo Pretorio, che sotto la loggia ospita lapidi romane, medioevali e moderne, e lo storico Palazzo del Comune; * la chiesa dell’Inviolata e la chiesa di S. Maria Assunta, importanti esempi di architettura barocca; * la centrale idroelettrica realizzata in riva al lago negli anni '20 su progetto dell'architetto di D'Annunzio, Giancarlo Maroni, già artefice del Vittoriale degli Italiani. Nel passato personaggi illustri, come Nietzsche, Kafka, i fratelli Mann, sono stati ospiti della città. Oggi come allora l’accoglienza sulle rive del Garda Trentino è ricercata e allo stesso tempo familiare. Le strutture alberghiere offrono il massimo del comfort e dell’innovazione, insieme alla calda ospitalità familiare e a ristoranti caratteristici. ⠀ 👍 Segui tutte le storie nella nostra pagina Facebook 📝 #ig_italia #italia #ig_italia_borghiecitta #italy

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📷 @donquiellumbera #Roma ⠀ Buongiorno ragazzi, tra tutte le curiosità turistiche su Roma e le cose curiose d e a vedere nella capitale, a nostro parere questa che vi stiamo per raccontare occupa la prima posizione, stiamo parlando della Porta Magica di Roma in Villa Palombara all’Esquilino. La leggenda narra che un giovane medico ed alchimista milanese di nome Giuseppe Borri si unì al circolo della villa e, finanziato dal marchese, condusse diversi esperimenti per trovare la pietra filosofale che gli avrebbe permesso di trasformare la materia in oro. Ma quando l’Inquisizione papale si mise sulle sue tracce dovette partire improvvisamente lasciando un certo numero di pergamene con le complesse formule che nessuno era in grado di decifrare. Fu cosi che Massimiliano Palombara le fece incidere sulla porta d’accesso del suo laboratorio. Quando Roma divenne la Capitale d’Italia Villa Palombara fu demolita per i lavori di costruzione del nuovo rione Esquilino. L’unica parte che si salvò fu proprio il portale d’accesso del laboratorio, oggi conosciuto come Porta Magica di Piazza Vittorio. Si presenta come un piccolo portale murato contornato da uno stipite di pietra bianca dove si vedono ancora i simboli alchemici. La porta è affiancata da due bizzarre statue che rappresentano una divinità egizia chiamata Des, venerata a Roma durante l’età imperiale. Le statue, però, non facevano parte della collezione del marchese Palombara, ma furono aggiunte successivamente. ⠀ 👍 Segui tutte le storie nella nostra pagina Facebook 📝 #ig_italia #italia #instagramitalia #ig_italia_borghiecitta #italy #toscana

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📷 @tk133 📍 #LaMaddalena ⠀ Una strada percorre tutto il suo perimetro: 45 chilometri di panorami mozzafiato. Graniti e porfidi delimitano tratti frastagliati, insenature, calette e spiagge, mentre l’entroterra è fatto di dolci colline. La Maddalena dà il nome all’arcipelago del quale è l’isola maggiore e al parco nazionale di cui è centro amministrativo. A lungo è stata base della Marina militare, di cui è testimone il museo navale Nino Lamboglia. La posizione strategica nel Mediterraneo ha inciso sulle sue vicende: nel 1793 l’esercito francese guidato da un giovane ufficiale corso, Napoleone Bonaparte, tentò di invaderla, fermato dalla flotta comandata dal maddalenino Domenico Millelire. L’isola attrasse, tra gli altri, anche le attenzioni dell’ammiraglio Nelson. Oggi cattura i desideri di vacanza degli amanti di scenari naturalistici di straordinaria bellezza. Il suo centro abitato è l’unico dell’arcipelago: La Maddalena, fondata nel 1770, si affaccia su Palau, da cui dista venti minuti di traghetto. Sui vicoli lastricati del centro si affacciano palazzi del Settecento, come municipio e parrocchiale santa Maria Maddalena. Nel porticciolo di Cala Gavetta si innalza una colonna con l’effigie di Giuseppe Garibaldi, che visse gli ultimi 26 anni a Caprera, unita alla Maddalena dal passo della Moneta e celebre per: il Compendio museale garibaldino. Ammirerai un suggestivo paesaggio lungo la strada di Spalmatore, caletta deliziosa. A tre chilometri dal centro c’è il fiordo di Cala Francese: fra macchia mediterranea e cava di granito, sentieri portano a scoprire insenature silenziose e spiagge da sogno. Nella parte meridionale, seguendo il lungomare di Padule, si arriva al Nido d’Aquila, vicino alla fortezza militare. Non lontano, un’altra meraviglia, Punta Tegge. A nord, oltre l’istmo dello Strangolato, ecco cale fatte di dune bianche e circondate da rocce modellate dal vento e spiagge: imperdibili Bassa Trinita, Cala Lunga e Monti d’Arena. ⠀ 👍 Segui tutte le storie nella nostra pagina Facebook 📝 #ig_italia #italia #instagramitalia #ig_italia_borghiecitta #italy

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📷 @vegzeppelin #Resia ⠀ Situato all'estremità nordoccidentale della provincia, confina a nord - attraverso il Passo Resia - con l'Austria, a ovest con la Svizzera(Engadina, Grigioni) e a sud con Malles Venosta. Spesso il comune di Curon viene erroneamente chiamato "Resia" (Reschen), a causa della popolarità dell'omonima frazione. Nel suo territorio si trova il lago di Resia (situato a 1.498 m s.l.m., con una superficie di 660 ettari), un lago artificiale per la produzione di energia idroelettrica, la cui realizzazione causò la scomparsa dell'antico abitato di Curon, che venne ricostruito più a monte (1950). Soltanto il campanile della vecchia chiesa continua ad emergere dalle acque, tanto da essere divenuto una delle principali attrazioni del borgo. Nel territorio comunale è ubicata anche la stazione meteorologica di San Valentino alla Muta, ufficialmente riconosciuta dall'Organizzazione meteorologica mondiale. Il campanile del vecchio paese di Curon che emerge dalle acque, è diventato uno dei simboli dell’alta Val Venosta. Ma i laghi di Resia e di S. Valentino non sono l’unica attrazione die Curon. D’estate, la regione è meta ambita per i ciclisti: qui passa, infatti, la Via Claudia Augusta, uno dei percorsi ciclistici più famosi d’Europa, che prosegue poi in direzione Merano. Chi vuole andare più in alto, avrà due importanti centri escursionistici a disposizione: al confine con la Svizzera, dalla parte della val di Roia, e nella Vallelunga, al confine con l’Austria, ai piedi del ghiacciaio Palla Bianca. Ed anche l’inverno a Curon ha molto da offrire. Con Belpiano e Malga S. Valentino, ci sono ben due comprensori sciistici, e inoltre l’area sciistica di Nauders in Austria è a pochi km di distanza. E se tutto ciò non bastasse per rendere emozionanti le vacanze invernali, il lago di Resia ghiacciato permette lo snow kiting e lo surf su ghiaccio. ⠀ 👍 Segui tutte le storie nella nostra pagina Facebook 📝 #ig_italia #italia #ig_italia_borghiecitta #italy

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📷 @stefanogera 📍Alpe di Siusi ⠀ Nei pressi delle Alpe di Siusi si trova il parco naturale Sciliar-Catinaccio (Naturpark Schlern-Rosengarten in tedesco) è un'area naturale di 6.796 ettari, che si trova nella catena delle Dolomiti occidentali in Alto Adige. Il parco naturale fu istituito nel 1974, primo dei sette parchi in Provincia di Bolzano, e assieme alla zona di tutela paesaggistica dell'alpe di Siusi, va a formare una grande area naturale. Il parco è famoso per due delle sue cime più famose: la punta Santner e la punta Euringer. Lo Sciliar (Schlern) ha come punto più alto il monte Petz, con i suoi 2.563 metri s.l.m.. Dall'anno 2003 anche il Catinaccio fa parte dell'area naturale. ⠀ Approfondisci la conoscenza del territorio ammirando altre splendide foto come questa, seguendo la community @igtrentinoaltoadige Per entrare a far parte della nostra gallery utilizzate il nostro hashtag ufficiale e taggate le vostre foto. ⠀ 👍 Segui tutte le storie nella nostra pagina Facebook 📝 #ig_italia #italia #ig_italia_borghiecitta #italy #CollediVald'Elsa

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📷 @eat.shop.travel #Cefalu ⠀ Dislocato ai piedi di un promontorio roccioso, in provincia di Palermo, sorge uno dei borghi più belli d’Italia, il Comune di Cefalù, che ogni anno viene preso d’assalto da numerosi turisti, sia italiani che stranieri; durante la stagione estiva, il piccolo comune arriva a triplicare la propria popolazione, che riempie le piazze e le strade più importanti del paese. La cittadina, sviluppatasi attorno al Duomo di Cefalù, voluto da Ruggero II, ha conservato con il passare dei secoli il suo antico aspetto, con le sue strade strette del centro storico, tipicamente medioevali. I palazzi che arricchiscono la città sono costituiti da decorazioni architettoniche e le numerose chiese presenti manifestano tutta l’importanza della sede vescovile. Particolarmente caratteristico è il borgo marinaro, con le case antiche fronteggianti il mare. ⠀ 👍 Segui tutte le storie nella nostra pagina Facebook 📝 #ig_italia #italia #ig_italia_borghiecitta #italy

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📷 @adrianbaias 📍Toscana Se si pensa alla Toscana e ai suoi cipressi non può non tornare alla memoria Giosuè Carducci e Bolgheri, piccolo borgo della Maremma livornese. L’immenso patrimonio artistico della regione offre infiniti spunti di discussione. Vi è un leit motiv che tiene legati come perle di una collana sia gli affreschi che i dipinti di oltre mille anni d’arte toscana. Non è un elemento di stile nonostante che, senza le sue geometrie, l’effetto stilistico di molte opere d’arte non sarebbe lo stesso; non è un dato iconografico, anche se, senza di esso, il significato del quadro ne risulterebbe appiattito. È semplicemente un albero, più precisamente dell’albero-simbolo della regione: il Cipresso. La sua inconfondibile chioma stretta e affusolata con terminale a punta come una lancia, ha contribuito alla caratterizzazione del paesaggio toscano: lo si trova dalla costa tirrenica alle morbide colline interne. Importato con molta probabilità dapprima durante la colonizzazione Fenicia e Greca, e poi dagli Etruschi. È un albero sempreverde diffuso in tutte le regioni del mediterraneo medio-orientale dove nasce e cresce spontaneamente, dall’Iran all’Egitto, passando per la Grecia. Il tronco retto è di colore grigio-brunastro può raggiungere anche i 25 mt. di altezza. Le foglie sono piccolissime di colore verde cupo e squamiformi tanto da coprire interamente i rametti cilindrici. 👍 Segui tutte le storie nella nostra pagina Facebook 📝 #ig_italia #italia #instagramitalia #ig_italia_borghiecitta #italy #cipressi

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📷 @voyage_provocateur 📍 #Capri l'isola di Capri è fra i luoghi più pittoreschi e più visitati della Campania. La sua bellezza e la sua fama sono note da tempi lontani quando gli antichi l'avevano legata ai miti di Ulisse e delle Sirene e ancora oggi attrae i numerosissimi visitatori che fanno dei suoi panorami mozzafiato la meta più ambìta. L'isola è di origine carsica, separata dalla terraferma da uno stretto, e presenta numerosi rilievi fra cui quello di Anacapri che ne è il principale. Il mare da cui emerge è particolarmente profondo, le coste sono aspre, frastagliate e ricchissime di grotte fra le quali la più famosa è la Grotta Azzurra, ma ciò che colpisce di più, a picco nel mare, sono i celebri faraglioni, piccoli isolotti rocciosi dalle forme più variegate, che sembrano emergere dalle acque azzurre e profonde puntati verso il cielo. Il fenomeno del bradisismo, cioè il continuo alzarsi ed abbassarsi delle maree, presente anche nella Grotta Azzurra, fa sì che resti di epoca romana un tempo sulla terraferma, ora quasi del tutto sommersi, si possano vedere spuntare dall'acqua. 👍 Segui tutte le storie nella nostra pagina Facebook 📝 #ig_italia #italia #instagramitalia #ig_italia_borghiecitta #italy #capri

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📷 @Fra.profumo 📍 #Bologna ⠀ Buongiorno ragazzi, per la Giornata mondiale dell’Alimentazione, Cefa Onlus ha organizzato la performance solidale ‘In the name of Africa’. Giunta alla ottava edizione, ha trasformato piazza Maggiore in una manifestazione di cibo a cielo aperto, con al centro le donne delle comunità contadine del Mozambico, celebrate in quanto motore dello sviluppo rurale. Con la partecipazione dei Ristoratori di Ascom, alcuni professionisti hanno organizzato stand gastronomici in piazza Re Enzo. L’associazione Donne dell’Ortofrutta ha organizzato poi uno spazio dedicato a ortaggi e frutta per imparare divertendosi; l’associazione Vicini d’Istanti ha celebrato la bellezza femminile con una sfilata africana per rappresentare le contadine cui è dedicata l’iniziativa. L’evento è stato arricchito dal reparto jazz del conservatorio di Bologna, che ha suonato dal vivo brani ispirati alla tradizione africana. Tra i colori non poteva mancare quello dei 10mila piatti bianchi e vuoti posizionati in piazza a simboleggiare gli 840 milioni di persone che soffrono la fame ⠀ 👍 Segui tutte le storie nella nostra pagina Facebook 📝 #ig_italia #italia #instagramitalia #ig_italia_borghiecitta #italy

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📷 @ylli 📍 #Bologna ⠀ Bologna non è una città particolarmente grande e il suo centro storico è piuttosto raccolto: questo permette, anche a un turista che va piuttosto di fretta di scoprire, oltre alle cose essenziali, anche alcune curiosità. Trattasi di piccoli particolari sulle facciate delle case piuttosto che di scritte dal significato un po’ ambiguo: tutte curiosità che hanno una storia (o una leggenda) da raccontare e che rendono la città ancora più affascinante. Alcune curiosità su Bologna sono ormai arcinote e sulla bocca di tutti (non se ne può più di sentir parlare della finestrella di via Piella!). Altre, invece, sembrano essere… solo sulla bocca di alcuni. Il telefono senza fili. Si trova nella volta tra il palazzo del Podestà e palazzo di Re Enzo: sussurrando qualcosa ad un angolo, si sentirà dalla parte opposta. Questo effetto acustico, che fa sempre divertire un sacco, si trova anche altrove. Ad esempio a Milano nella loggia dei Mercanti o a New York nella Whispering Gallery della Grand Central Station. Il vaso rotto in cima alla Torre degli Asinelli. Il vaso rotto c’è ma non si vede, bisogna andare sulla fiducia. Quindi, se decidete di percorrere i 498 gradini per arrivare fino in cima alla torre, fatelo solo per il fantastico panorama, e non per fotografare un vaso rotto. In qualsiasi caso il vaso rotto sta a rappresentare la capacità di Bologna di risolvere conflitti. I versi di Dante sulla torre Garisenda. La torre Garisenda è citata più volte nei versi dell’Inferno dantesco. Ed è proprio un verso di Dante, che descrive l’illusione ottica della torre che sembra stia per cadere, a trovarsi in un’iscrizione poco sopra la base della torre. Il portico di San Luca. Quando percorrete il porticato che porta fino in cima, ai numeri progressivi delle arcate: partono da 1 (ovviamente) per arrivare al 666. Sarà un caso? Forse sì. O forse no, dal momento che si dice che il porticato rappresenti il diavolo in forma di serpente, la cui testa viene schiacciata dalla Madonna, rappresentata dal santuario. ⠀ 👍 Segui tutte le storie nella nostra pagina Facebook 📝 #ig_italia #italia #instagramitalia #ig_italia_borghiecitta #italy

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📷 @gianlucaparsi 📍Venezia ⠀ Venezia, come altre città , è piena di "leggende metropolitane" oggi abbiamo voluto raccontarvene alcune. Esiste o no la terza colonna del molo di San Marco? Esiste si, sotto 5 metri di fango esattamente di fronte le due esistenti. Come mai non la issano a terra? Perché non ci sono ancora le tecniche per farlo: verità o bugie? Come anche la nave in legno tra le colonne di Marco e Todaro. Esiste da anni ma nessuno si sogna di andarla a recuperare. C'é addirittura l'albero maestro intatto o perlomeno esce ancora dalla nave. Infatti tutte le imbarcazioni a motore fanno il giro largo per non comprometterne la quasi integrità: sarà vero ? E che ne dire della striscia delle strisce in marmo del selciato di piazza S. Marco? La storia ci dice che chi camminava a "fare liston" sopra quelle righe si proclamava un gay in cerca del partner. Mah! La pietra rossa del sottoportico di corte Zorzi. Si dice che chi pesta la pietra rossa vada male all'esame di scuola (è nella strada che va al Sarpi) o che porti sfiga. Una volta si diceva che lì si fermò la peste...lasciamo perdere. Nella calle degli albanesi a S. Marco una zona del muro in pietra d'Istria delle prigioni nuove è consumata. Si dice che sia così perché le guardie si appoggiavano con la schiena sempre là quando prestavano il servizio all'esterno. Secondo me dovevano grattarsi la schiena spesso e per 1000 anni per avere quel risultato. ⠀ 👍 Segui tutte le storie nella nostra pagina Facebook 📝 #ig_italia #italia #instagramitalia #ig_italia_borghiecitta #italy #venezia

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