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📷 @enzoromanophotography 📍 #Portofino ⠀ Quella che vedete è Portofino: un condensato di chic. Perché se è vero che molte realtà marine sono assurte agli onori della cronaca rosa e detengono i primati di frequentazioni vip, nessun luogo mai come Portofino rimane però nell’immaginario collettivo come l’ unica, vera, località che rappresenta il massimo dell’esclusività a livello internazionale. E non è solo per il suo porticciolo, mitico e incantevole, che incornicia l’altrettanto mitica piazzetta. Portofino è particolarmente amata dai divi di Hollywood o dalle star della musica, che a partire dagli Anni ’50 del secolo scorso che arrivarono numerosissimi a visitare il famoso borgo. Il monte che sovrasta il paese, è caratterizzato da suggestivi versanti rocciosi, che precipitano direttamente sul mare, regalando vedute mozzafiato ed è solcato da una fitta rete di sentieri tutti praticabili. Sulla baia di Portofino aleggiano diverse leggende o fatti misteriosi. Per esempio la leggenda narra che nella notte di San Giovanni Battista (24 giugno), sul Monte di Portofino, nel punto in cui si incrociano quattro sentieri, si radunino gli spiriti di tutti gli amanti che il destino non volle lasciare unire. Questa è anche l’unica notte nella quale si può raccogliere il miracoloso “olio di rovere”, uno speciale unguento, che per essere efficace deve essere raccolto fra il primo e l’ultimo rintocco della mezzanotte. Inquietante e suggestiva, anche la storia di Villa Altachiara, splendida dimora che il Conte di Carnarvon fece costruire nel 1874 per il figlio George Herbert, noto come Lord Carnarvon, egittologo finanziatore di campagne archeologiche in Egitto che portarono alla scoperta della Tomba di Tutankhamon. Secondo la leggenda la maledizione di Tutankhamon ricadrà su coloro che hanno violato il suo riposo. Lord Carnavon morì poco dopo per la puntura di un insetto, e presto Villa Altachiara divenne teatro di eventi funesti che si succedettero nel tempo fino ad arrivare alla morte della Contessa Francesca Vacca Augusta che scompare precipitando in mare dalla scogliera. ⠀ 📝 #ig_italia #italia #instagramitalia #ig_italia_borghiecitta #italy #portofino

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📷 @ramatuelle01 📍Varenna ⠀ #Buongiorno ragazzi, Nominata come villaggio di pescatori nel 769 fu alleata nell'epoca dei Comuni a Milano, venne distrutta dai comaschi nel 1126. Accolse gli esuli dall'Isola Comacina, che subì simili sorte nel 1169: venne devastata, il suo castello e le sue chiese distrutte. Il quartiere dove si rifugiarono venne chiamato Insula nova, nome che poi venne esteso all'intero borgo, che in poco tempo divenne uno dei più ricchi del lago. Ancora oggi ogni anno si celebra l'esodo dei comacini e l'accoglienza dei varennesi, il sabato e la domenica della settimana in cui cade il 24 giugno, festa di San Giovanni. Il lago viene illuminato a giorno con migliaia di lumaghitt, lumini galleggianti abbandonati sulle acque, come a ricordare le anime derelitte che navigarono da una sponda all'altra, scappando dalle proprie case in fiamme. I famosi artigiani chiamati Maestri Comacini sono i discendenti di questa gente. Varenna si contese militarmente Lierna con Mandello per oltre 250 anni, nel 1375 Lierna divenne parte integrante di Varenna, successivamente Lierna riuscì a porre fine alle contese ottenendo la propria indipendenza amministrativa nel 1743. ⠀ 👍 Segui tutte le storie nella nostra pagina Facebook 📝 #ig_italia #italia #ig_italia_borghiecitta #italy

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📷 @francescobonoldi #Sirmione ⠀ Conosciuta da tutti come “la perla delle isole e delle penisole” grazie a Catullo, Sirmione è località rinomata per le note proprietà curative della sua acqua termale. Posta sulla sponda meridionale del Lago di Garda, in corrispondenza di una lunga e sottile penisola che divide i golfi di Desenzano e Peschiera, Sirmione gode di ampia fama grazie a scrittori come Catullo, Stendhal, Lawrence e Goethe che ne hanno celebrato nei loro scritti le bellezze artistiche e ambientali. Ricordata come "Mansio" (insieme di edifici pubblici sottoposti ad un decurione), dopo la caduta dell’Impero romano d’Occidente, Sirmione divenne parte del regno longobardo e, nel corso del XII secolo, ebbe una propria amministrazione dipendente da Verona. Durante la signoria Scaligera, nel sec. XIII, venne cinta da mura e munita dell’imponente Rocca, per poi passare a Venezia nel sec. XV. Oltre ad ospitare un centro termale di livello internazionale, offre un ricco patrimonio storico e artistico, che comprende i resti di un’antica villa romana della prima età imperiale, altrimenti nota come le Grotte di Catullo, la Rocca Scaligera e la chiesa di S. Pietro in Mavino, risalente all’VIII sec. circa. Il centro storico si caratterizza per le strette viuzze con i muri in pietra, capaci di regalare ai visitatori scorci romantici e suggestivi. Da visitare: Castello Scaligero – Villa Romana “Grotte di Catullo” – Chiesa di S. Pietro in Mavino – Chiesa di S. Anna della Rocca – Passeggiata delle Muse fino al Lido delle Bionde ⠀ 👍 Segui tutte le storie nella nostra pagina Facebook 📝 #ig_italia #italia #ig_italia_borghiecitta #italy

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📷 @pinkines #Ravello ⠀ Ravello è una delle destinazioni più suggestive di tutta la Costiera Amalfitana. È meno conosciuta di Amalfi e anche di altre località della zona, senza che questo però sia uno svantaggio. A Ravello si continua infatti a poter vivere una vacanza tranquilla, nonostante l’importanza di molti eventi che hanno luogo proprio da queste parti e si riesce a vivere la Costiera senza l’assillo turistico che soprattutto in altra stagione colpisce gli altri centri. Ravello è una delle perle autentiche delle coste campane e della zona dell’amalfitano. Ravello è situata leggermente nell’entroterra, con la parte della costa che è invece occupata dalle frazioni di San Cosma e Castiglione. Arrivarci non è facile, dato che il paese si trova proprio tra Minori ed Amalfi. La Costiera dovrebbe essere infatti vissuta più che essere visitata, assaporando i profumi, i sapori, gli ambienti, il caldo del sole, vivendo un’esperienza che in Costiera è davvero unica, e assolutamente non replicabile in nessun altro posto del mondo. ⠀ Approfondisci la conoscenza del territorio ammirando altre splendide foto come questa, seguendo le community @ig.campania & @ig_amalficoast Per entrare a far parte della nostra gallery utilizzate il nostro hashtag ufficiale e taggate le vostre foto. ⠀ 👍 Segui tutte le storie nella nostra pagina Facebook 📝 #ig_italia #italia #ig_italia_borghiecitta #italy

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📷 @maliyenko3217 📍 #Positano ⠀ Positano è una cittadina incastonata nella roccia e a picco sul mare. Famosa in tutto il mondo per la moda, la tavola, il mare e per lo stile architettonico. Non a caso è chiamata la "città verticale" in quanto i suoi edifici sorgono l'uno a ridosso dell'altro, dando origine ad un labirinto di vicoli in cui perdersi e ritrovarsi avvolti fra i colori e i profumi che aleggiano nell'aria. La storia di Positano è molto antica e risale al IX secolo, ai tempi delle incursioni saracene e poi turche. Proprio per difendersi dagli attacchi dei nemici, furono costruite le abitazioni arroccate sulla roccia, oltre alle tre torri di guardia, ancora oggi perfettamente conservate, di Fornillo, Trasita e Sponda. Il cuore di Positano è rappresentato dalla Spiaggia Grande, che si estende per 300 metri di battigia. Oltre ad essere una delle più grandi dell'intera Costiera, è sicuramente la più mondana, frequentata da artisti e personaggi del jetset internazionale.  Numerosi sono gli eventi organizzati in questo fantastico scenario, da performance e spettacoli artistici a feste gastronomiche e religiose. Come ad esempio la festa patronale di San Vito con sfilate della banda, processioni e spettacoli pirotecnici; la festa di Santa Maria delle Grazie, che oltre a prevedere la processione e la sfilata della banda, prevede un grandioso spettacolo di fuochi pirotecnici in mare a rievocazione del miracolo della Madonna, accompagnato da balli canti e piatti di tradizione locale. Grazie all'innato senso di ospitalità dei positanesi, la cittadina mantiene il primato della località turistica tra le più rinomate e visitate nel mondo. Di particolare interesse sono da citare le due frazioni di Montepertuso e Nocelle, attigue alla cittadina. #Montepertuso è conosciuto anche con il nome di "monte bucato". Sul monte si celebra il 2 Luglio, la Festa della Madonna delle Grazie per evocare la leggenda da cui prende origine il nome del monte. #Nocelle, invece, è una famosa meta di sosta del sentiero degli Dei accessibile, comunque, anche da Montepertuso lungo un percorso in salita. ⠀ 👍 Segui le storie nella nostra pagina Facebook 📝 #ig_italia

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📷 @thewolf0ftravel 📍 #Roma ⠀ Il Colosseo, denominato dagli antichi Romani "Anphitheatrum Flavlum", fu costruito dall'Imperatore Vespasiano, nel 72 d.c. circa, e inaugurato da suo figlio Tito nell'80 d.c. L'edificazione avvenne nell'area occupata dall'enorme palazzo di Nerone, la Domus Aurea, e nelle vicinanze era presente una statua colossale di Nerone, dal quale la leggenda vuole che derivi il nome Colosseo. Dopo l'uccisione di questo imperatore la statua venne rimodellata per raffigurare il dio del Sole. Dal punto di vista architettonico, il Colosseo è un'ellisse di 188 per 156 metri, con 527 metri di circonferenza, e alta quasi 50 metri. Esternamente a partire da uno stilobate di due gradini ci sono quattro piani, di cui tre con arcate inquadrate da semicolonne di ordini diversi,(a partire dal basso) tuscaniche, ioniche e corinzie mentre il quarto piano è composto da una specie di attico diviso da lesene corinzie. In cima, la struttura era completata da un cornicione a tre fasce e da una cimasa con un grandioso gocciolatoio. Secondo alcuni miti medioevali pare che il Colosseo rappresenti l'ingresso che porti direttamente agli inferi, ove, all'imbrunire, le anime dei trapassati errino in cerca della pace eterna che forse non troveranno mai, perche' periti in maniera violenta e anzitempo. Un'altra leggenda afferma che molte piante di paesi lontani, che sono attecchite nella zona del Colosseo, siano state portate dai sandali dei viandanti o dalle zampe degli animali sacrificati da malvagi imperatori. Un'altra curiosa leggenda afferma che il Colosseo e' stato una sorta di tempio diabolico con tanto di stregoni che rivolgevano agli adepti la seguente domanda:"Colis Eum" che significa "Adori Lui", riferito al diavolo; da qui il nome Coliseum. ⠀ 👍 Segui tutte le storie nella nostra pagina Facebook 📝 #ig_italia #italia #ig_italia_borghiecitta #italy

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📷 @italysegreta 📍 #Firenze#Buongiorno ragazzi, Firenze è in assoluto una delle città italiane più belle, amate e conosciute in tutto mondo grazie alla sua antica bellezza e alla sua importante storia. Oltre a monumenti famosissimi come il museo degli Uffizi, la Cattedrale di Santa Maria del Fiore o Ponte Vecchio – mete obbligate per chi visita Firenze per la prima volta – in città ci sono tanti piccoli scorci e luoghi nascosti, tutti da scoprire, come il tepidarium. In via Bolognese, vicino Ponte Rosso e all’interno del Giardino dell’Orticoltura, si trova la più grande serra d’Italia: il Tepidarium. Questo luogo, assolutamente magico, è un gioiello architettonico in puro stile Liberty costruito nel 1862 dal celebre architetto Giacomo Roster. Questa splendida serra apianta rettangolare, realizzata interamente in vetro, ghisa e ferro si estende per ben 38,50 metri di lunghezza con 17 di larghezza, con una altezza massima nella parte centrale di 14 metri. Gli oltre 650 metri quadrati di superficie totale sono sovrastati da una copertura a volta che ricorda la carena di una nave rovesciata. Il Tepidarium, pensato e realizzato appunto come serra “tiepida”, un edificio riscaldato dove conservare piante di ogni tipo, anche esotiche, è poco noto ai turisti ma vale senza dubbio una visita, soprattutto in primavera. Tutti gli anni, infatti, il 25 di Aprile il Giardino organizza la tradizionale mostra dei fiori all’interno della serra e, oltre alle numerose varietà di piante e fiori esposti, potrete ammirare uno spettacolo a dir poco unico: la nascita delle farfalle. ⠀ Approfondisci la conoscenza del territorio ammirando altre splendide foto come questa, seguendo le community di @ig_firenze & @ig_toscana_ Per entrare a far parte della nostra gallery utilizzate il nostro hashtag ufficiale e taggate le vostre foto. ⠀ 👍 Segui tutte le storie nella nostra pagina Facebook 📝 #ig_italia #italia #instagramitalia #ig_italia_borghiecitta #italy #firenze

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📷 @enrico95 #Firenze ⠀ È la quinta chiesa più grande della cristianità europea, ha la più grande cupola in muratura mai costruita e può contenere fino a 3.000 persone. Santa Maria del Fiore nasconde molti segreti poco evidenti, ma quali sono? Ad esempio è stracolmo di decorazioni. Formelle e statue lo affollano. Tra le più numerose ci sono quelle degli angeli sulle cornici dei portoni laterali della facciata. Molti sono ritratti in degne e pacifiche posizioni, ma uno di questi desta scalpore da secoli. Nel portone a destra, ad altezza degli occhi, un essere celeste ci fa il gesto dell’ombrello. Le interpretazioni sono tante ma una delle più fantasiose viene dallo scrittore David Lewitt. L’americano, autore di “Florence, a delicate case” sostiene che il gesto avrebbe un significato nascosto, cioè, sarebbe l’angelo dei sodomiti. Altri sostengono che invece l’essere divino sia “intrappolato” nell’oppressiva formella. ⠀ L’astronomia ha sempre avuto a che fare con l’architettura. Ma raramente era diventata così integrante all’interno di una costruzione come a Santa Maria del Fiore. All’altezza dei 90 metri, sulla lanterna del Duomo di Firenze c’è un foro. Questo foro, detto “gnomone“, ha reso possibili molte scoperte, tra le quali due veramente importanti. L’astronomo Toscanelli riuscì a stabilire il solstizio esatto, cioè il periodo dell’anno dove il sole è più alto. Così, dopo più di 60 anni, si riuscì a convincere papa Gregorio XII ad allineare le date solari con quella ufficiale, creando il famoso calendario gregoriano. Mentre nel ‘700 c’era un dubbio che assillava gli astronomi: l’inclinazione dell’asse terrestre si modificava col tempo? Leonardo Ximenes riuscì a dare una risposta. Confrontando i dati del 1510 con i suoi, e ripetendo l’esperimento per vari anni riuscì a calcolare l’oscillazione dell’asse terrestre identico a quello di oggi. Fu sempre lui a tracciare la linea meridiana in bronzo sul pavimento della Cappella, dove c’è anche il disco di Toscanelli. E non dimentichiamoci nel sotterraneo di Santa Maria del Fiore, proprio sotto il Duomo di Firenze, della tomba di Filippo Brunelleschi. ⠀ 📝 #ig_italia #italia

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📷 @travels_pictures_me 📍 #Milano ⠀ Da quando è stata restaurata. in occasione di Expo, la Galleria Vittorio Emanuele II, nel centro di Milano, ha ritrovato l’originario splendore. Con la bella stagione, aumentano le occasioni per visitarla: in notturna, alle prima luci dell’alba, o ancora accompagnati dall’architetto Giuseppe Mengoni, che ne fu l’autore. Visite spettacolari che permettono di ammirare da vicino stucchi affreschi e decorazioni in ferro, ma anche di conoscere una storia recente (la galleria è di fine Ottocento) ma poco nota e ricca di sorprese. La prima idea di una via commerciale che collegasse piazza Domo a piazza della Scala viene attribuita nel 1839 al patriota e scrittore Carlo Cattaneo, ma solo nel 1860 il Comune, ottenuti i permessi necessari per le espropriazioni, poté bandire il concorso di realizzazione. In mancanza di vincoli definiti, partecipò un numero altissimo di progetti, ma nessuno fu scelto. Nel 1863, al terzo bando, fu scelto il progetto di Giuseppe Mengoni (1829-1877), architetto e ingegnere emiliano, a condizione che fosse disponibile ad alcune modifiche. Prima fra tutte, realizzare una galleria a croce, con due bracci di lunghezza differente, anziché una unica come aveva proposto lo stesso Mengoni.  Il Comune aveva già deciso in occasione del primo bando di dedicare la galleria a re Vittorio Emanuele II e fu proprio il sovrano, il 7 marzo 1865, a posare la prima pietra alla presenza, fra le molte autorità, dell’allora sindaco di Milano Antonio Beretta. Il braccio principale, ugello che collega piazza Duomo a piazza della Scala, misura 196,6, l’altro, più corto, misura 105,1 metri.  All'intersezione si trova lo spazio sormontato dalla cupola, chiamato "ottagono" per la sua forma ottenuta dal taglio dei quattro angoli all'incrocio delle due gallerie. Le cime delle quattro pareti derivate dal taglio sono ornate ognuna da una lunetta dipinta, larga 15 metri e di altezza massima di 7 metri, che rappresenta un diverso continente ⠀ 👍 Segui tutte le storie nella nostra pagina Facebook 📝 #ig_italia #italia #instagramitalia #ig_italia_borghiecitta #italy

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📷 @the_ht78 📍 #Catania ⠀ Si dice che, nel corso dei suoi 27 secoli di storia, Catania sia stata distrutta e poi ricostruita ben 9 volte. Se eruzioni vulcaniche e catastrofici terremoti hanno talvolta cancellato ogni traccia tangibile di intere civiltà, a sopravvivere sono state invece le leggende popolari, testimoni di una storia tanto ricca quanto travagliata. Non tutti sanno che nel sottosuolo di Catania, a pochi metri di profondità, scorre un fiume chiamato Amenano, dal nome della divinità greca per metà uomo e per metà toro. Per un lungo periodo, il fiume fu in verità chiamato “Judicello”, poiché attraversava la zona ebraica della città: la Giudecca, appunto. La cosa più curiosa è però che, fino a pochi secoli fa, l’Amenano scorreva “normalmente” in superficie, attraversando il centro storico di Catania ed alimentando anche il piccolo Lago di Nicito, situato ai margini della città. La terribile colata lavica del 1669, che raggiunse e distrusse la parte meridionale di Catania, ha però sepolto sia il lago Nicito che il fiume Amenano, che oggi riaffiora soltanto in alcuni punti della città. Sul lato sud-occidentale di Piazza Duomo, il fiume alimenta la splendida fontana ottocentesca che porta proprio il suo nome. Dietro la Fontana dell’Amenano, il fiume fa nuovamente capolino nella piazzetta presso la quale si tiene il mercato del pesce (la famosa “Piscarìa” di Catania). Un altro tratto dell’Amenano appare all’interno del piccolo Giardino Pacini, che potrete raggiungere dal Duomo oltrepassando la Porta Uzeda. Un tempo, la foce del fiume era situata proprio in questo punto. ⠀ 👍 Segui tutte le storie nella nostra pagina Facebook 📝 #ig_italia #italia #ig_italia_borghiecitta #italy

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📷 @anakena88 📍 #Napoli ⠀ Marechiaro, sito nel quartiere Posillipo di Napoli, è un piccolo borgo di pescatori a picco sul mare dove si respira ancora un’atmosfera unica con ristoranti sul mare, reti ammassate e vecchi gozzi di legno. "Da via Posillipo parte una piccola discesa che scende tra ville e quel che resta dei vigneti di Posillipo, che producevano un vino prelibato sin dai tempi dei romani. Si raggiunge quindi la piazza a mare e la piccola Chiesa di S. Maria del Faro, un’opera barocca a navata unica con piccoli pezzi di arredo proveniente da scavi romani, che è stata eretta sul luogo dove anticamente era presente un antico faro romano da cui la vergine prese il nome. Il nome del Borgo pare derivi dal latino mare planum (dove il mare e’calmo) che tradotto in napoletano diventa mare chianu e da cui l’odierno appellativo Marechiare. Ma il particolare che più ha contribuito alla mitizzazione di questo luogo è la cosiddetta Fenestrella. La leggenda narra che il poeta e scrittore napoletano Salvatore di Giacomo, guardando una fenestrella sul mare, trasse ispirazione per la celebre canzone napoletana Marechiare. Tutt’oggi la finestra esiste, e c’è sempre un garofano fresco sul davanzale, oltre ad una lapide celebrativa in marmo bianco con sopra inciso lo spartito della canzone e il nome del suo autore (morto nell’aprile del 1934). Marechiaro ebbe ed ha tutt’oggi grande fama sopratutto per lo splendido panorama sul golfo di Napoli dal Vesuvio fino ad arrivare alla penisola Sorrentina e all’Isola di Capri che compare esattamente di fronte alla spiaggia. Il Borgo, tra le sue caratteristiche, accoglie anche il celebre Scuglione e’ Marechiare, una suggestiva scogliera ad ingresso libero, facilmente raggiungibile in barchetta. Per raggiungere lo Scoglione o per effettuare delle interessanti e suggestive escursioni, basta affidarsi alla bravura degli storici barcaioli di Marechiaro che hanno fatto di Calata Ponticello a Marechiaro, un attracco professionale e organizzato. ⠀ 👍 Segui tutte le storie nella nostra pagina Facebook 📝 #ig_italia #italia #ig_italia_borghiecitta #italy

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📷 @intrattabile #Resia ⠀ Situato all'estremità nordoccidentale della provincia, confina a nord - attraverso il Passo Resia - con l'Austria, a ovest con la Svizzera(Engadina, Grigioni) e a sud con Malles Venosta. Spesso il comune di Curon viene erroneamente chiamato "Resia" (Reschen), a causa della popolarità dell'omonima frazione. Nel suo territorio si trova il lago di Resia (situato a 1.498 m s.l.m., con una superficie di 660 ettari), un lago artificiale per la produzione di energia idroelettrica, la cui realizzazione causò la scomparsa dell'antico abitato di Curon, che venne ricostruito più a monte (1950). Soltanto il campanile della vecchia chiesa continua ad emergere dalle acque, tanto da essere divenuto una delle principali attrazioni del borgo. Nel territorio comunale è ubicata anche la stazione meteorologica di San Valentino alla Muta, ufficialmente riconosciuta dall'Organizzazione meteorologica mondiale. Il campanile del vecchio paese di Curon che emerge dalle acque, è diventato uno dei simboli dell’alta Val Venosta. Ma i laghi di Resia e di S. Valentino non sono l’unica attrazione die Curon. D’estate, la regione è meta ambita per i ciclisti: qui passa, infatti, la Via Claudia Augusta, uno dei percorsi ciclistici più famosi d’Europa, che prosegue poi in direzione Merano. Chi vuole andare più in alto, avrà due importanti centri escursionistici a disposizione: al confine con la Svizzera, dalla parte della val di Roia, e nella Vallelunga, al confine con l’Austria, ai piedi del ghiacciaio Palla Bianca. Ed anche l’inverno a Curon ha molto da offrire. Con Belpiano e Malga S. Valentino, ci sono ben due comprensori sciistici, e inoltre l’area sciistica di Nauders in Austria è a pochi km di distanza. E se tutto ciò non bastasse per rendere emozionanti le vacanze invernali, il lago di Resia ghiacciato permette lo snow kiting e lo surf su ghiaccio. ⠀ 👍 Segui tutte le storie nella nostra pagina Facebook 📝 #ig_italia #italia #ig_italia_borghiecitta #italy

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